Mario Carparelli. Giulio Cesare Vanini

Le interpretazioni del suo pensiero

Condividi

Mario Carparelli, Vicepresidente del Centro Internazionale di Studi Vaniniani (CISV), parla delle varie interpretazioni del pensiero di Giulio Cesare Vanini (Taurisano, Lecce, 1585 - Tolosa 1619) spesso contraddittorie tra loro. 
Secondo Voltaire, Vanini non era ateo, ma era un teologo che non meritava il rogo, per Pierre Bayle era un ateo, ma un ateo virtuoso, nel XVIII secolo è stato considerato un panteista, uno spinoziano ante litteram. In realtà Vanini svuota il concetto di Dio all’interno del concetto di natura, tutto è riconducibile a cause naturali e il suo obiettivo è quello di smascherare gli inganni costruiti dall’alleanza del potere ecclesiastico e di quello politico, come per esempio i miracoli. Il pensiero di Vanini viene spesso accostato a quello dei libertini, che però erano scettici, mentre Vanini ha fiducia nella ragione, tanto che la sua filosofia è stata definita un razionalismo radicale e inoltre mentre i libertini scendono a patti con il potere politico, Vanini non accetta compromessi e cerca attraverso la sua filosofia di emancipare l’umanità dalla religione.