Mario Carparelli. La riscoperta di Giulio Cesare Vanini

Un pensiero rivoluzionario

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Mario Carparelli, Vicepresidente del Centro Internazionale di Studi Vaniniani (CISV), parla di Giulio Cesare Vanini (Taurisano, Lecce, 1585 - Tolosa 1619) e del Convegno internazionale del 9 febbraio 2019, che si è tenuto a Taurisano e a Tolosa, rispettivamente la città di nascita e di morte del filosofo. Vanini ha avuto dal XVII al XIX secolo una fortuna straordinaria, è stato considerato un precursore dell’Illuminismo, ma che per un’accusa di plagio è stato dimenticato per tutto il XX secolo. Si è scoperto però che il plagio non era tale, ma era solo una strategia per nascondere il suo pensiero all’Inquisizione. Le opere di Vanini sono opere ateistiche che contengono un pensiero di un razionalismo radicale, che attacca le principali verità di fede e che presentano una visione dell’universo molto moderna, un universo formato di materia eterna in cui l’uomo non ha un posto privilegiato rispetto alle altre creature. Vanini riteneva l’uomo nato dalla putredine di scimmie, porci e rane e che la sua postura non fosse eretta dall’origine ma a quattro zampe e per questo è stato considerato un precursore di Darwin. 

Questa portata rivoluzionaria del pensiero di Vanini non è stata compresa fino agli anni  Settanta del XX secolo quando alcuni studiosi italiani e stranieri ne hanno riscoperto l’originalità e l’importanza, come un momento fondamentale della genesi della modernità.