Franco Ferrarotti. Società e politica   

La vocazione interculturale del Mediterraneo

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Franco Ferrarotti parla della sfasatura che esiste oggi nel mondo tra la componente tecnica ed economica e la direzione politica. Tecnicamente sarebbe possibile la costruzione di un governo mondiale, rafforzando la le  Nazioni Unite, che ne sono una forma embrionale, lo stesso parlamento europeo ha oggi solo una funzione consultiva, quindi c’è una contraddizione tra momento tecnico planetario e una direzione politica che si ritira nel suo piccolo orticello illudendosi che alzando muri si possa bloccare un processo irreversibile.

L’umanità stessa è cominciata con le migrazioni e gli italiani hanno un’idea europea e mondiale proprio perché non hanno un complesso nazionalista, grazie al loro un grande passato e alla vocazione storica del Mediterraneo come momento di collaborazione interculturale e interreligiosa



Franco Ferrarotti è un sociologo italiano. Si è particolarmente interessato ai fondamenti di legittimazione del potere in una società in trasformazione come quella moderna e ha studiato il problema dei fini e dell'orientamento culturale di fondo della società industriale. Professore di sociologia nell'università di Roma (1961-2002), è stato anche deputato nel parlamento per la terza legislatura (1958-63), eletto per il Movimento di Comunità. È direttore della rivista La Critica sociologica, da lui fondata nel 1967. Nel 2005 è stato nominato cavaliere di gran croce. Tra le sue opere: Max Weber e il destino della ragione (1965); Trattato di sociologia (1968); La sociologia del potere (1972); Alle radici della violenza (1979); La società come problema e come progetto (1979); Storia e storie di vita (1981); Il paradosso del sacro (1983); La qualità nella sociologia (1988). La sua produzione saggistica è proseguita corposa anche negli anni successivi: L'Italia in bilico (1990); Roma madre matrigna (1991); I grattacieli non hanno foglie (1991); Mass media e società di massa (1992); La tentazione dell'oblio: razzismo, antisemitismo e neonazismo (1993); Homo sentiens: giovani e musica (1995); Rock, rap e l'immortalità dell'anima (1996); L'Italia tra storia e memoria (1997); La verità? È altrove (1999); Il potere (2004); La televisione (2005); Nelle fumose stanze. La stagione politica di un «cane sciolto» (2006); America oggi. Capitalismo e società  negli Stati Uniti (2006); Vita e morte di una classe dirigente (2007); L'identità dialogica (2007); Fondi di bottiglia (2008); Il senso del luogo (2009). Nel 2010 è tornato a riflettere sul ruolo della sociologia nel volume Perché la sociologia?, intervistato da U. Melotti e L. Solivetti, mentre nel 2012 ha pubblicato il testo autobiografico Atman. Il respiro del bosco e il saggio Un popolo di frenetici informatissimi idioti, cui ha fatto seguito Dialogo sulla poesia. Con un'antologia poetica (a cura di P. Mattei, 2018).