Luigi Miraglia. L'Accademia Vivarium Novum 

La visione unitaria dello spirito umano di Giovanni Pugliese Carratelli e Gerardo Marotta 

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Luigi Miraglia, latinista e filologo classico, racconta la storia dell’Accademia Vivarium Novum, della quale è fondatore e direttore. 
Un’istituzione per lo studio delle discipline umanistiche e per l’educazione dei giovani fondata negli anni Ottanta del secolo scorso, che suscitò l’interesse del grande umanista Giovanni Pugliese Carratelli e dell’avvocato Gerardo Marotta, rispettivamente direttore e presidente dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, fortemente preoccupati per le sorti delle discipline classiche in Europa. 
Questi due grandi uomini di cultura napoletani chiesero a Miraglia di trasformare la sua  istituzione in una grande scuola mondiale, in grado di accogliere giovani di valore da tutte le parti del mondo, per trasmettere loro il grande patrimonio culturale al quale le due lingue classiche consentono l’accesso.  
Oggi più di cento università del mondo sono consorziate per scegliere questi giovani e inviarli presso la sede dell’Accademia, che si trova attualmente presso la borrominiana Villa Falconieri di Frascati, dove essi vivono in una sorta di comunità, studiando non solo le due lingue classiche, ma anche tutta la filosofia, la letteratura e l’arte che attraverso queste lingue ci è stata tramandata. Nell’Accademia recentemente si è cominciato a comparare quello che succedeva nel nostro mondo occidentale, dall’antichità classica ad oggi, con ciò che contemporaneamente si svolgeva in Oriente. 

Questo miracolo di vedere giovani che vengono da diverse culture, ma che ricercano tutti l’unico fondamento dell’umano e che riescono a vedere parallelismi e simiglianze, pur nelle differenze specifiche, tra lo stoicismo di un Seneca e gli insegnamenti di Confucio o fra l’etica di Omero e la Bhagavadgītā è un risultato di straordinaria importanza, che dobbiamo alla visione unitaria dello spirito umano che ebbero Giovanni Pugliese Carratelli e Gerardo Marotta.  


L'Accademia Vivarium Novum affonda le sue radici in un'esperienza assai formativa che alcuni dei suoi membri fondatori vissero negli anni '80 nel golfo di Napoli, sul verde e disabitato isolotto di Vivara, oggi Riserva Naturale dello Stato. Lì un anziano studioso di scienze naturali, profondo conoscitore delle discipline umanistiche, esortava i giovani a liberarsi dalla mentalità corrente, dal consumismo individualistico e dalla sete di onori e di guadagno per risvegliare l'infiacchita coscienza morale e dedicarsi al miglioramento di sé stessi e degli altri attraverso il confronto con quanto di bello e nobile lo spirito umano ha nei secoli prodotto e scoperto.
Apparve sùbito chiaro che, per una vera ripresa d'una formazione umanistica basata sul continuo dialogo coi classici antichi, medievali e moderni, era necessario ripensare ab imis fundamentis la didattica delle lingue in cui quei classici s'erano espressi, e l'intera impostazione degli studi, che da tempo avevano abbandonato la strada delle humanae litterae per imboccare quella, tutta positivista, delle Altertumswissenschaften.
I giovani che vivevano su Vivara cominciarono così a sperimentare un nuovo approccio al latino, al greco e all'immenso patrimonio in queste lingue tramandato; da quest'esperienza nacque il convegno internazionale "Latino sì, ma non così", svoltosi a Procida nel 1991; e il grido d'allarme di circa trecento studiosi di tutto il mondo nel convegno "Docere" del 1998, dove si denunciò il pericolo che le discipline classiche correvano nelle scuole di tutt'Europa, e si mostrò quanto efficaci potessero essere nuove strade d'insegnamento. Il convegno, organizzato con la collaborazione attiva e determinante dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, ebbe una notevole risonanza su tutti i mezzi di stampa, e permise, grazie alla presenza di docenti di università e istituti di ricerca d'ogni continente, di lanciare l'idea d'un grande Centro internazionale di studi umanistici da collocarsi in quell'Italia che da Pitagora e Parmenide al Vico e al Gravina era stata sempre la scuola della paidèia e dell'humanitas. All'appello risposero più di cinquanta atenei da ogni parte del globo; e dopo due anni di preparativi, nacque nel 2000 la fondazione Mnemosyne, per la creazione d'un Centro internazionale di studi classici e d'una Scuola d'alta formazione umanistica.
Il luogo in cui avrebbero dovuto veder la luce queste istituzioni era stato individuato nella Magna Grecia campana, tra Paestum e Velia; ma difficoltà varie costrinsero a mutare obiettivo. In attesa di trovare una collocazione definitiva, il Centro veniva avviato nella rustica sede dell'Accademia Vivarium novum sita in Montella (AV), nelle verdi valli dell'Irpinia: lì cominciarono a confluire giovani da tutte le parti del mondo, inviati dalle rispettive università per uno o più anni di alta formazione. Gli studenti passati per il Vivarium novum provenivano da Albania, Belgio, Brasile, Bulgaria, Canada, Cina, Corea, Croazia, Estonia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Messico, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Russia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Ungheria; nel frattempo, mentre s'avviavano corsi ordinari e straordinari e cominciava la vita della scuola, fervevano i rapporti di collaborazione con l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici; nasceva una casa editrice impegnata nella diffusione di nuove metodologie per l'insegnamento delle lingue classiche; grandi studiosi di ogni nazione venivano a passare periodi di studio e d'insegnamento presso la sede dell'Accademia.
S'organizzava così sempre più una rete internazionale di scuole, docenti, studenti; nel 2006, dal seno del Vivarium novum, nacque Philia, un'associazione di giovani studiosi dell'umanesimo, che pose la sua sede a Praga; e nel 2007 s'organizzò l'imponente convegno Humanitas, celebrato nelle più splendide sedi che la città di Napoli poteva offrire; alla settimana di studi parteciparono oltre trecentocinquanta studiosi da tutt'il mondo, che vollero ribadire la necessità d'una rinascita d'un umanesimo dalle solide basi storiche, che si confrontasse con le sfide del presente, dalla politica all'educazione dei giovani, dalla tolleranza religiosa al rapporto con le scienze e la tecnica, dalla lotta all'effimero allo sviluppo d'una sensibilità per il bello nell'arte e nella musica. A quest'incontro seguì l'anno dopo la serie di seminari intitolati Litterarum vis, che si tennero per dieci giorni in Ungheria, tra Szeged e Budapest, con la partecipazione di centinaia di giovani e docenti, e si conclusero nella sede dell'Accademia delle Scienze sulla rocca di Buda.
Mentre si suscitava dunque un grande interesse internazionale per il movimento che andava sempre più crescendo e sviluppandosi, il dialogo con le istituzioni pareva approdare all'individuazione d'una sede che ne valorizzasse l'attività culturale, consentendo d'accogliere molti più giovani e promuovere ulteriori iniziative a tutto vantaggio della collettività e del territorio. Per lungo tempo si parlò del complesso dei Camaldoli di Torre del Greco, dove ebbe luogo anche la cerimonia finale del convegno Humanitas; poi furono avanzate altre proposte: la Villa Favorita d'Ercolano, la reggia del Quisisana a Castellammare di Stabia, il Castello di Baia. Di là da infinite riunioni e dibattiti, però, nulla fu fatto di concreto.
Nel gennaio 2009 fu proposto al Vivarium novum di trasferire la sua sede a Roma, in un grande e funzionale edificio sito sulla via Aurelia, dotato di tutto ciò che potesse esser necessario a un Campus internazionale. Una volta trasferita la sede in Lazio, l’Accademia ha cercato un luogo idoneo per realizzare compiutamente quel progetto che in origine avrebbe dovuto trovare la sua collocazione nella Magna Grecia campana. Ci si orientò dunque sul complesso delle Ville tuscolane, ricche di storia e di significati ideali, luogo dove, grazie alla mediazione ciceroniana, la cultura filosofica greca s’armonizzò e si fuse col genio giuridico e organizzativo dei romani. L’idea d’un Campus mondiale dell’umanesimo trovò favorevole accoglienza da parte delle istituzioni; e, grazie al sostegno decisivo del Ministero dei beni culturali, del Ministero della pubblica istruzione e dell’Agenzia del Demanio, nel mese d’agosto del 2016 l’Accademia ha ottenuto in concessione, come prima sede del Campus, la Villa Falconieri di Frascati, uno splendido complesso borrominiano vocato per la sua storia secolare a essere un luogo di formazione, di studio, di ricerca, d’armonia ed equilibrio e un crocevia per l’incontro d’artisti, pensatori, maestri e studiosi del mondo intero. Questa nuova collocazione, assai congruente con gl’ideali che l’Accademia si propone di conseguire, ha dato via a quello sviluppo e quel cambio di prospettiva che studenti e studiosi d’ogni continente attendevano da anni. Ora fata viam invenient.
Sin dalla sua fondazione nel 1991, l'Accademia Vivarium novum s'è proposta d'aiutare in ogni modo giovani di talento di tutt'il mondo, con particolare attenzione a quelli che versano in condizioni di disagio economico, dando loro una solida formazione culturale che valga a corroborare in essi i valori dell'humanitas e della dignità dell'uomo.
Compiamo questa missione attraverso la fondazione in tutt'il mondo di scuole e centri di formazione residenziali, in cui i giovani, sostenuti con un sistema di borse di studio, possano apprendere nella migliore maniera possibile latino e greco, lingue della cultura occidentale, e colloquiare, con la guida desperti docenti, con i grandi scrittori della nostra storia sui massimi problemi che ancora affliggono l'umanità.
L'Accademia Vivarium novum è un'istituzione nata per riprendere la grande tradizione delle scuole umanistiche, i loro metodi d'insegnamento e di formazione, la visione del mondo libera e critica che da tale educazione può svilupparsi.
A suo fondamento ha assunto l'idea della dignitas hominis da conquistarsi attraverso un continuo lavoro su sé stessi che ci affranchi per quant'è possibile dalle passioni basse e brutali e ci renda sempre più portatori di quella che a buon diritto si chiama humanitas.
I fondatori dell'Accademia sono però convinti che un tale raffinamento dell'individuo e dell'intera umana società non possa avvenire senza il dialogo fecondo con coloro che ci hanno preceduti in questa breve stagione terrena, le cui voci sono ancora presenti e vive nelle opere e nel pensiero ch'essi ci hanno lasciato.
Di là dunque da un generico umanesimo dai nebulosi confini, l'Accademia si propone prima di tutto di garantire ai giovani che la frequentano un reale accesso all'immenso patrimonio di testi classici, medievali, umanistici e postumanistici tramandati nelle lingue che sono il fondamento e il veicolo della nostra cultura occidentale. È per questo che i giovani del Vivarium novum si dedicano con intensità e serietà di studi all'apprendimento pieno e solido del latino e del greco, imparando a padroneggiarli quasi come una seconda e una terza lingua materna.
Solo in questo modo essi possono entrare nelle corti delli antiqui huomini, e coniugare il particolare con l'universale, la sublime utopia dello spirito con l'onesto disincanto di chi sa unire res e verba, ed è cosciente che mai vanno disgiunte scientia litterarum e experientia rerum. Ogni anno gli studenti analizzano e discutono migliaia di pagine d'autori classici, cristiani, dell'età di mezzo, del rinascimento, confrontandosi con le opere dei grandi per riflettere in maniera profonda sui massimi problemi che affliggono l'umanità e affrontare con una diversa coscienza le sfide che il mondo propone al singolo e alla collettività. La classicità e l'umanesimo, però, per dirla con Taddeo Zielinski, non costituiscono per i giovani e per gl'insegnanti dell'Accademia una norma al cui dettato conformarsi, né un modello da imitare pedissequamente e servilmente; essi infatti, nullius addicti iurare in verba magistri, cercano d'appropriarsi il dibattito sviluppato dai nostri maiores per farne un germe che si rigeneri e fiorisca in forme sempre nuove e rispondenti all'esigenze che di volta in volta il tempo e la storia propongono.



Luigi Miraglia ha conseguito la laurea in Lettere classiche presso l’Università di Napoli “Federico II”, con una tesi di letteratura cristiana antica. Ha poi conseguito il dottorato in Filologia classica presso l’Università di Salerno, con un lavoro sulla storia della didattica delle lingue classiche dal III al XVIII secolo. Ha insegnato nei licei di Stato, nella Scuola di specializzazione all’insegnamento dell’Università di Salerno e nella Pontificia Università Salesiana. Ha fondato l’Accademia Vivarium novum nel 1991 e nel 1998, su impulso di Gerardo Marotta e Giovanni Pugliese Carratelli, ha avviato il progetto di un Campus internazionale per giovani di tutto il mondo, che ha oggi la sua sede nella borrominiana Villa Falconieri di Frascati. Dirige l’Accademia, dove insegna letteratura neolatina (sec. XIV-XVIII). Ha partecipato a numerosi simposi e progetti culturali in diversi Stati d’Europa, d’America e d’Asia e ha organizzato e diretto importanti convegni internazionali come “Latino sì, ma non così” (Procida-Vivara, 1991), “Docere” (Napoli-Montella, 1998), “Humanitas” (Napoli, 2007), “Litterarum vis” (Szeged-Budapest, 2008), “Monumenta viaeque” (Roma, 2010), “Humanitas renascens” (Roma 2014), “Virtus contra furorem” (Roma 2015), “Posse renasci” (Roma 2016), “Patria diversis gentibus una” (Roma 2017), “Homo ludens” (Roma 2018), “Communis hereditas” (Roma 2019), “Dignitas hominis et humanitatis officia” (Roma 2019), “Humani generis concordia” (Roma 2019), “Natura naturans” (Roma 2019), “Magnum miraculum homo” (Roma 2019) e “Global forum on the promotion of humanism through classical education” (Hangzhou, Cina, 2019). È autore di vari libri e articoli, prevalentemente sull’insegnamento del latino e del greco, sulla storia della didattica, sulla letteratura neolatina; è direttore della rivista «Mantinea» e membro ordinario dell’Academia Latinitati Fovendae e della Pontificia Academia Latinitatis.