Domenico Trischitta. Ricordo di Manlio Sgalambro

Il filosofo apparso dal nulla  

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Lo scrittore catanese Domenico Trischitta ricorda il filosofo Manlio Sgalambro (Lentini, 1924 - Catania, 2014). 

Un articolo di "Panorama" mi aveva rivelato il pensatore di Lentini circondato dai suoi agrumeti. Era appena uscito “La morte del sole” pubblicato da Adelphi, e gli addetti ai lavori rimasero sorpresi e scossi dal filosofo nichilista apparso dal nulla. Mi feci coraggio e un pomeriggio di marzo gli telefonai, era il 1988. La sua voce ruvida e tagliente non mi avrebbe più abbandonato, nacque un’amicizia profonda che è durata fino alla sua morte. I nostri incontri e le nostre telefonate culminavano improvvisamente in fulminanti illuminazioni, in ragionamenti definitori che mi spiazzavano di volta in volta. Una bella mente quella sua, geniale, vivace e crudele quando si trattava di giungere alla verità delle cose, all’essenza delle questioni esistenziali.” Domenico Trischitta 


Gli intellettuali siciliani nati intorno agli anni Venti del secolo scorso sono dei  neoilluministi isolati. Cresciuti durante il fascismo si sono nutriti di una cultura mostruosa, letteraria, filosofica, cinematografica, come per compensare un disagio dell'isolamento attraverso l’opposizione intellettuale. Altrimenti non si spiegherebbero le opere di Addamo, Bufalino, Consolo, Sciascia e Sgalambro. 

Il filosofo è condannato ad essere filosofo, non ha un luogo dove entrare e dire: adesso sono filosofo. Io filosofo dalla mattina alla sera, non perché io sia migliore di un altro, ma perché io non ho un luogo. Allora non ci sono confini perché questo luogo è ovunque.” Manlio Sgalambro.


Domenico Trischitta è uno scrittore, giornalista e drammaturgo catanese. Esordisce come autore teatrale nel 1999 al Teatro Quirino di Roma con il testo "Sabbie Mobili". Ha collaborato con la terza pagina del quotidiano "Il Tempo". Si è occupato di critica teatrale sulle pagine di "Repubblica" Palermo, e di cultura e spettacolo ne "La Sicilia". Come scrittore è autore del racconto "Daniela Rocca, il miraggio in celluloide", (Boemi Editore, 1999), "Una raggiante Catania", 2008 vincitore del Premio Martoglio 2009, "1999" raccolta di racconti (2013) , "Glam City", romanzo 2014 Avagliano editore; "L'Oro di San Berillo", 2015 Algra editore; "Le lunghe notti", 2016 raccolta di racconti, Avagliano editore). Nel 1995 è stato aiuto regista di Franco Battiato nel "Socrate Impazzito" di Manlio Sgalambro, andato in scena nell'Estate Catanese. Nel 2011 ha partecipato al documentario Sicilia di sabbia di Massimiliano Perrotta, raccontando la Catania del vecchio quartiere San Berillo.