Luigi Cavanna. La cura

La visione umanistica della medicina

Il professor Luigi Cavanna, intervistato nel maggio 2021, parla della funzione del medico e della sua straordinaria esperienza nella cura dei malati dall’inizio della pandemia, dell’importanza della visione olistica della medicina, della medicina relazionale, dei rapporti tra medicina e filosofia e dei doveri del medico derivanti dal Giuramento di Ippocrate.  

È mancata una visione olistica del malato e in generale la parte umanistica della medicina è stata abbastanza deficitaria. Se si consultano i Principi di medicina interna dell’Harrison, che tutti i medici posseggono, nella prefazione c’è scritto che la pratica medica combina scienza e arte.

L’ars medica, che tendiamo a sottovalutare oggi, deve invece essere presa in grande considerazione perché la medicina cura la persona nel suo insieme non le singole sue parti e ha un grande peso il rapporto che si instaura tra medico e paziente, che è la medicina relazionale e ci sono evidenze scientifiche in questo senso. Il contatto umano, non solo formale ma sostanziale, è fondamentale. 

I quattro punti essenziali della visita medica ispezione, palpazione, percussione e auscultazione non devono essere dimenticati e la trasformazione tecnologica della medicina non porta di per sé a buoni risultati se si dimenticano i principi fondamentali della medicina. 

A proposito della rigida esclusione delle cure che non hanno ancora raggiunto un’evidenza dimostrata per una malattia, tra l’altro molto recente, Cavanna afferma che

viviamo in un’epoca in cui a fronte di un’ipertrofia dei mezzi si assiste ad una drammatica ipotrofia dei fini. 

In questo caso il mezzo è l’evidenza scientifica ma il fine è la cura, per cui la confusione tra mezzi e fini è il rischio che stiamo vivendo con la pandemia, perché la gente ha bisogno di essere curata anche se non ci sono studi randomizzati seguendo le evidenze cliniche su migliaia di pazienti. 
C’è stata un’assoluta sproporzione tra la ricerca per i vaccini e quella per le cure. Una malattia si previene con il vaccino ma si cura con i farmaci per cui sarebbe stato razionale sviluppare e sostenere economicamente studi sulle cure soprattutto domiciliari. 
Il Giuramento di Ippocrate ha una grande valenza e il medico ha un ruolo importante nella società perché viene a conoscenza delle nostre difficoltà quando viene meno la salute. 
Il medico quando vede che le cose non vanno non deve tacere per timore di farsi nemici ma deve alzarsi in piedi e gridare cosa non va per la tutela della salute. 

Nella prefazione dell’Harrison, Principi di medicina interna si legge: 

Dal medico ci si aspetta attenzione e comprensione, in quanto il paziente non è una semplice collezione di sintomi e organi lesi, ma un essere umano con paure e speranze, che cerca sollievo, aiuto e rassicurazione. 

Luigi Cavanna è Direttore del Dipartimento di oncologia-ematologia. Azienda USL di Piacenza e Direttore di UOC di Oncologia Medica, ASL di Piacenza e coordinatore del gruppo Ricerca e Innovazione, Formazione e Rapporti con l’Università, presso la ASL di Piacenza