Giuseppe Barzaghi. Riflessioni sulla fede

L'abbandono fiducioso alla voce del "Bel Pastore"

Giuseppe Barzaghi, intervistato nel maggio 2021, parla del concetto di fede. 
Nel concetto di fede risuona una radice che rinvia all’idea di fiducia e di persuasione, come se il costitutivo fondamentale della fede fosse prima ancora dell’atto di credere un atteggiamento di fondo di assoluto abbandono, la fiducia appunto ma anche la persuasione. La fede teologale proviene direttamente da Dio, dal quale viene infusa e ciò che si crede è anche il motivo in forza del quale si crede.  

Un sughero quando viene gettato in acqua, anche in una tempesta, coincide con la tempesta, è come se si divertisse, senza mai affondare, con la dinamica delle onde. L’opporsi faticoso è contrastare l’anima della fede, l’abbandonarsi fiducioso coincide invece con l’essenza stessa della fede.

La fede è un perfetto abbandono fiducioso alla voce divina che guida nell’atteggiamento di persuasione alla stessa essenza di Dio. 
L’altra immagine che Gesù usa è quella del vento, che «soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito» (Gv 3, 8). Questo atteggiamento è quello dell’uomo spirituale, nel quale lo sguardo di fede è a tal punto identificativo dello sguardo divino, che tutto ciò che cade dentro questo sguardo è assoluto. 

Ciò che è divino non conosce ostacoli, è senza sforzo, la Grazia e i doni di Dio sono senza sforzo perché sono un coinvolgimento, un lasciarsi conquistare da Dio. 
La perfetta andatura di Dio è l’andatura della creatura che si abbandona a Dio.

La fede è la sostanza delle cose che si sperano, chi crede ha la vita eterna, che è la sostanza della fede. La fede è argomento delle cose che non si vedono, fa vedere ciò che non si vede. 

La fede matura nell’esperienza mistica nel sentire profondo quando intervengono i doni dello Spirito Santo, però questi doni toccano anche l’aspetto intellettivo della fede. L’impugnazione della verità conosciuta è un peccato contro lo Spirito Santo. La “bella battaglia” della fede consiste nel superare il timore della resa, prestando attenzione al modo nel quale si ascolta la voce divina. 


L’eternità è un adesso permanente, tutti gli istanti del tempo sono l’adesso permanente dell’eternità. 
Nell’anagogia i Padri della Chiesa esercitavano l’interpretazione cristocentrica anche di avvenimenti precedenti a Cristo e tutto aveva una focalizzazione cristica, anche filosofie apparentemente lontane come la filosofia pitagorica o quella epicurea. 

Giuseppe Barzaghi è un sacerdote domenicano. Dottore in Filosofia (Università Cattolica di Milano) e Teologia (Pontificia Università San Tommaso d’Aquino di Roma). Insegna Filosofia teoretica presso lo Studio Filosofico Domenicano di Bologna e Teologia fondamentale e dogmatica presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna. Ha diretto la rivista Divus Thomas e ha insegnato per dieci anni Introduzione alla teologia all’Università Cattolica di Milano e nei corsi di specializzazione in Teologia tomista presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino a Roma.