Manlio Sgalambro. La mafia

Il paradosso dei moralisti

Manlio Sgalambro (Lentini, 9 dicembre 1924 - Catania, 6 marzo 2014), filosofo e poeta italiano, parla della mafia intesa sia nel senso metafisico sia nel senso comune. L'intervista è tratta da una puntata speciale del 2013 dedicata al grande filosofo, realizzata da Francesco Iannello per Rai Cultura.

La mafia che io perseguito è la mafia metafisica, Dio, la morte, il male, l’altra per la verità io ho avuto modo di guardarla da un altro punto di vista.

Partendo da un fatto di cronaca, ossia la vicenda dei Cavalieri, Sgalambro ricorda come i moralisti riuscirono stroncare sul nascere i tentativi di imprese, che avrebbero dato lavoro e iniziato un processo di industrializzazione. Se si vuole costruire qualcosa in una realtà che è mafiosa per cambiarla bisogna costruire in quella realtà, poi la si potrà combattere, altrimenti quella realtà mafiosa non cambierà mai.   

Manlio Sgalambro (Lentini, Catania 1924 - Catania, 2014). Intellettuale tra i più originali e indipendenti del panorama culturale italiano, fuori dei quadri accademici e libero dai condizionamenti del pensiero dominante. Dopo la pubblicazione, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, di brevi articoli su riviste di nicchia quali “Prisma”, “Incidenza” e “Tempo Presente”, esordisce tardivamente nella scrittura filosofica con il libro La morte del sole (1982) in cui sistematizza la sua precedente e copiosa produzione, dando voce a un nichilismo estremo – seppure non scevro di sfumature metafisiche – che lo avvicina a pensatori quali Nietzsche, Cioran e Karl Kraus.
La sua visione esistenziale, fatalista e quasi paradossale nella sua drasticità, e comunque sempre ancorata a una Sicilia che sembra sostanziarne il pensiero nel suo orizzonte di disperazione, si articola nei numerosi altri libri pubblicati negli anni successivi, tra i quali ricordiamo: Trattato dell’empietà (1987), Anatol (1990), Del pensare breve (1991), Dell’indifferenza in materia di società (1994), La consolazione (1995), Trattato dell’età (1999), De mundo pessimo (2004), La conoscenza del peggio (2007), Del delitto (2009), Della misantropia (2012), Variazioni e capricci morali (2013). L’ultimo è Dal ciclo della vita, pubblicato postumo nel giugno 2014.