Marco Lanterna. Giorgio Colli  

La potenza arcaica della filosofia

Marco Lanterna parla del filosofo italiano Giorgio Colli (Torino 1918 - Firenze 1979).
Il maggior portato della filosofia di Giorgio Colli è l’inattualità. In lui non si trova un solo riferimento ammirativo alle filosofie novecentesche e anzi i suoi Quaderni postumi ne sono il gaio cimitero. 

Guardando dai Greci, quelle moderne sono tutte filosofie zoppe o meglio balbettamenti filosofici. 


Atteggiamento che va di pari passo col suo disprezzo aristocratico per la filosofia universitaria predisposta dallo Stato. 
Chi ha la fortuna di appassionarsi a Colli ottiene un incalcolabile acquisto di tempo e autori. In tal senso l’Enciclopedia di autori classici, da lui diretta per Bollati, delinea la genealogia intellettuale del filosofo interdisciplinare, totale, come non usa più tra professori specializzati. 

Per Colli, il genio universale dei Greci ha già trovato la verità, perciò la filosofia contemporanea è solo il tentativo disperato di pensare qualcosa di nuovo dopo che tutto è stato pensato. 


Da qui l’impressione di potenza arcaica della sua filosofia ben raffigurata da questo passo di Leopardi: 

Questo secolo è un secolo di ragazzi, e i pochissimi uomini che rimangono, si debbono andare a nascondere per vergogna, come quello che camminava diritto in paese di zoppi.



Marco Lanterna, Milano 1973, vive tra Milano e Nizza. Pubblicista, critico letterario, pensatore indipendente, è cresciuto alla “scuola” dei filosofi Anacleto Verrecchia del quale ha curato i postumi Il cantore filosofo. Scritti su Wagner (2016) e Il mastino del Parnaso. Elzeviri e polemiche (2017) e di Sossio Giametta del quale ha curato i Capricci napoletani. Pagine di diario (2018). È inoltre traduttore e postillatore di moralisti tra cui Damien Mitton, Vauvenargues, Pierre Nicole