Giovanni Casertano. Euripide e la filosofia del suo tempo

Le Troiane

Il filosofo Giovanni Casertano parla del poeta tragico greco Euripide, che mette a confronto con Eschilo e Sofocle, e della sua tragedia Le Troiane.
Le Troiane, che racconta il dramma delle donne di Ilio assegnate ai greci dopo la caduta della città, fu messa in scena per la prima volta nel 415 a.C. durante la guerra del Peloponneso, in un momento tragico della storia di Atene. La tragedia si apre con l’incendio di Troia sullo sfondo e sulla scena le donne troiane alle quali un messo greco annuncia l’esito del sorteggio che aveva destinato ciascuna di esse ad un capo acheo. Il personaggio principale è Ecuba, la moglie del re di Troia Priamo, che viene assegnata come schiava ad Ulisse.

Si racconta che Eschilo aveva rappresentato gli eroi come superiori agli uomini, Sofocle gli uomini come dovrebbero essere, Euripide invece gli uomini come sono. 

Euripide, un maestro nell’esplorare le complessità dell’animo umano, fu accomunato a grandi personaggi del suo tempo come Protagora, Anassagora e lo stesso Socrate, tutti accusati di empietà, dopo un decreto del 432 che condannava chi enunciava teorie sulle cose celesti. 

Per Socrate la conoscenza del bene è garanzia perché si operi il bene, mentre per Euripide la conoscenza è sempre in contrasto con il pathos e spesso vince quest’ultimo. 

Euripide restituì alla tragedia tutti i brani musicali e si calcola che nelle Troiane circa il quaranta per cento dei versi è cantato. 

Un’altra innovazione tecnica di Euripide fu l’introduzione di un prologo: all’inizio della tragedia c’è un personaggio sulla scena, nelle Troiane ce ne sono due, che ne racconta gli antefatti. 
Dai sofisti Euripide derivò il suo spirito razionalistico, l’impulso al dubbio se non alla miscredenza negli dei dell’Olimpo. 

Per Euripide, che nelle sue tragedie prende una netta posizione per la pace, in guerra non vince il più giusto ma il più forte. Siamo in un momento della storia greca nel quale la qualità della guerra si era molto deteriorata e non c’era più alcun rispetto per i vinti, sui quali venivano compiute le più gravi efferatezze. 

Importante è il contrasto tra i personaggi di Ecuba e di Elena di Sparta, due donne che nei discorsi contrapposti esprimono ciascuna il proprio vissuto e le proprie verità. 
Euripide faceva parte del circolo di Pericle ad Atene, al quale partecipava anche il sofista Protagora di Abdera e per Protagora, come per Euripide, non esiste una verità ma esistono tante verità, perché la verità è sempre relativa a qualcuno o a qualcosa.
Casertano, infine, mette a confronto l’Elena di Euripide con l’Elena del celebre encomio del filosofo Gorgia a Lentini. 

Il programma è stato registrato nella Sala del Toro Farnese del MANN, su concessione del Ministero della Cultura - Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Le immagini sono tratte dalla riduzione televisiva del 1967 del film Le Troiane, di Vittorio Cottafavi, con Sarah Ferrati nel ruolo di Ecuba ed Enrico Maria Salerno nel ruolo di Menelao. 

Giovanni Casertano è stato professore ordinario di Storia della Filosofia antica nell'Università "Federico II" di Napoli. È stato Visiting Professor in molte università d'Europa e di America. In Brasile ha ricevuto il Dottorato in Filosofia honoris causa nell'Università di Brasilia, ed è Cittadino Onorario dell'antica città di Elea per i suoi studi su Parmenide. Ha al suo attivo più di trecento pubblicazioni; i suoi campi principali di interesse e di studio sono i Presocratici e Platone, sui quali ha pubblicato diversi volumi."