Limiti e oltre. Tracce

Francesco Totaro

Nel video Francesco Totaro parla del convegno I limiti e oltre, che si è tenuto a Roma dal 28 al 30 settembre 2023, nella sede della Pontificia Università Gregoriana.

Parmenide aveva imposto dei limiti al pensiero dell’essere, limiti che Platone supera nel Sofista. Con Platone si allarga il campo dell’essere che arriva ad abbracciare anche le condizioni determinate in cui si può realizzare. Si potrebbe parlare di un rapporto tra l’essere incondizionato di Parmenide e gli enti condizionati: se l’essere è l’intero non può non comprendere anche gli enti condizionati. 

Se il limite nell’antichità coincideva con la perfezione, il cristianesimo, introducendo un’idea abnorme di illimitato, ha degradato l’idea del limite?
Il problema è quello di individuare la giusta misura nel rapporto tra limite e illimitato, perché il limite tende ad andare fuori di sé, che può essere positivo, ma anche distruttivo, come per esempio nel delirio di onnipotenza.


Sul piano storico le diverse dimensioni della modernità, politica, economia, scienze e le loro applicazioni tecniche, l’estetica, gli apparati della comunicazione di massa, sono dimensioni che tendono a espandersi in modo illimitato e tendono a fagocitare le altre. Ogni dimensione dovrebbe avere coscienza del proprio limite e per questo è necessaria un’antropologia capace di mettere insieme in modo virtuoso i diversi elementi costitutivi dell’umano che sono il lavorare, l’agire, il contemplare. 

È necessaria un’antropologia più ricca di quella attuale, che offra una sintesi dell’umano capace di una maggiore attrattiva rispetto alle lusinghe del consumismo e resistente alle insidie di una politica male orientata o inefficace. Una tale antropologia comporta un approfondimento di tipo metafisico, dell’idea di essere.

Ci può essere una metafisica a posteriori, che consiste nel conferire ai significati in cui si rischia la dispersione un senso unificante, o una metafisica originaria, che pensa alla struttura dell’essere, la relazione tra incondizionato e condizionato e i modi di tale relazione. Forse nella tradizione cristiana il concetto di creazione, non dal niente ma dall’essere divino, può rappresentare una buona sintesi tra incondizionato e condizionato.  

Francesco Totaro ha tenuto la cattedra di Filosofia morale nella Università di Macerata, dove è stato anche prorettore. Ha insegnato presso la Scuola Superiore di Comunicazioni Sociali della Università Cattolica di Milano e presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. La sua riflessione ontologico-metafisica si intreccia con i temi della storicità e della dimensione antropologica (si veda Assoluto e relativo. L’essere e il suo accadere per noi, 2013). Ha trattato filosofi contemporanei, come Hegel, Nietzsche, Weber, Scheler, Gramsci, Bontadini, Mancini, Arendt e Marx, Habermas e si è impegnato in una ermeneutica critica delle posizioni di Emanuele Severino riguardo al cristianesimo. Ha indagato il rapporto tra etica, economia e politica, la funzione ideologica della comunicazione, i profili dell’utopia, la posizione del lavoro nell’intero della persona (dal volume Non di solo lavoro, 1998 ai saggi Persona e Lavoro 4.0: intrecci e distinzioni, 2018; Il lavoro nella persona oltre i virus, 2022). È presidente del Comitato Scientifico del Centro di Studi Filosofici di Gallarate, che ha sede a Roma, e ne dirige la rivista “Annali”. Partecipa a riviste italiane e straniere (è membro dell’Editorial Board di “Analecta Husserliana”). È co-president della sezione “Metaphysics” del World Congress of Philosophy del 2024.