Vittorio Gallese. Oltre la tecnofobia
Il digitale dalle neuroscienze all'educazione
È un libro abbastanza unico nel panorama attuale in cui in qualche modo la tecnologia digitale e un oggetto in particolare, il telefonino, stanno diventando, ogni giorno di più, il capro espiatorio di tutto ciò che non funziona nella nostra società. Credo che demonizzare questo dispositivo tecnologico, contrapponendolo a una ipotetica autenticità naturale dell’umano, sia una grande sciocchezza, perché è la tecnologia che fa l’umano, dall’invenzione del fuoco al telefonino.
L’umano non è solo l’essere che vive e si adatta al mondo ma quello che cerca attivamente di cambiarlo, ricorrendo ad artifizi tecnologici.
Per fare veramente un discorso critico sull’umanità oggi, nel mondo occidentale, dobbiamo mettere in discussione, prima del telefonino, quel sistema economico e di potere che ci fa usare il telefonino in un certo modo. Prendersela con la tecnologia è una soluzione di comodo per non affrontare problemi che stanno a monte, perché la questione non è la tecnologia in sé ma l’uso che ne facciamo, è capire che tipo di società vogliamo costruire e creare un’alfabetizzazione tecnologica che abbia al suo centro l’umano.
Vittorio Gallese è Professore Ordinario di Psicobiologia presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia, Unità di Neuroscienze, dell’Università di Parma, Adjunct Senior Research Scholar al Dept. of Art History and Archeology, Columbia University, New York, USA e Einstein Fellow alla School of Mind & Brain della Humboldt Universität zu Berlin. È coordinatore del Dottorato di Ricerca in Neuroscienze e Direttore della Scuola Dottorale di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma. Neuroscienziato, tra i suoi contributi principali vi è la scoperta assieme ai colleghi di Parma dei neuroni specchio, e l’elaborazione di un modello neuroscientifico dell’intersoggettività, la Teoria della Simulazione Incarnata. La sua produzione scientifica è attestata da 300 pubblicazioni internazionali, dalla pubblicazione di due libri in qualità di autore e di tre libri in qualità di curatore. Ha vinto il Premio Grawemeyer per la Psicologia per l’anno 2007, ha ricevuto la Laurea Honoris Causa dall’Università Cattolica di Lovanio, Belgio nel 2010, l’Arnold Pfeffer Prize for Neuropsychoanalysis a New York nel 2010 e il Premio Musatti della Societa Italiana di Psicoanalisi nel 2014.