I sofisti e l'eclissi della Sapienza

Angelo Tonelli

Nel video Angelo Tonelli parla del libro I sofisti e l’eclissi della Sapienza, pubblicato a sua cura nel 2026 da Feltrinelli. 

Questo volume, dedicato ai due massimi campioni della sofistica, Gorgia e Protagora, gravita intorno al loro taglio netto nei confronti della tradizione dell’età aurea della Sophia, rappresentata da Eraclito, Parmenide ed Empedocle, e le sue radici sciamaniche e misterico-iniziatiche e la conseguente esclusione dell’esperienza mistico-sapienziale dalla sfera della ricerca.

Lo propongo come una ricognizione delle radici della psiche occidentale e della sua attuale crisi profonda, che apre a scenari devastanti per l’integrità della specie umana, tra derive trans-umanistiche e consolidamento degli strumenti di manipolazione di massa, auspicando un ritorno, mutatis mutandis, allo sguardo aureo della Sapienza sull’interiorità e la comunità degli umani.


In Parmenide l’Assoluto può essere sperimentato nella concentrazione meditativa, o nell’estasi, e soprattutto può essere comunicato. La Persuasione (Peitho) è saldamente congiunta con la Verità (Aletheia): per il Sapiente di Elea, l’Assoluto e conoscibile, per via noetica, e comunicabile.

Gorgia percorre decisamente la via negata da Parmenide, ovvero “la via che non è”, la via del to me eon, obliterando in questo modo l’Assoluto, nella stessa maniera in cui due millenni e tre secoli dopo i filosofi postkantiani oblitereranno il noumeno, “la cosa in sé” di Kant: dal momento che non può essere colto con il pensiero, tanto vale escluderlo dall’orizzonte della conoscenza.

Sepolto l’essere, ci troviamo nel mondo del nulla, vale a dire un mondo che è nulla. Non c’è 'alcuna realtà sostanziale sottesa ai fenomeni di cui pure si è coscienti'.


Siamo al culmine, e al necessario epilogo di una società sofistica. A meno di una auspicabile rinascita sapienziale collettiva che inauguri una forma di aretodemocrazia, ovvero una preponderanza di spiriti illuminati da sophia e philia responsabilmente investiti della gestione della civitas umana, il tripudio relativistico all’insegna della Wille zur Macht di individui e congreghe castrati nel nous rischia di travolgerci in una danza macabra controsapienziale di dissoi logoi sempre più falsificati e falsificanti – grazie anche all’apporto della cosiddetta intelligenza artificiale – che metterà il punto fermo alla culminazione, non duplice, non relativa, della catastrofe eco-antropologica già in atto.

Angelo Tonelli (Lerici, 1954), poeta, autore e regista teatrale, tra i massimi grecisti viventi, ha studiato Filosofia antica a Pisa, con Giorgio Colli. Ha pubblicato tra l’altro diverse opere di poesia e saggi. Per i “Classici” Feltrinelli ha tradotto e curato Dell’Origine (1993) di Eraclito, La terra desolata. Quattro quartetti (1995) di T.S. Eliot, il primo volume di Le parole dei Sapienti (2010), dedicato a Senofane, Parmenide, Zenone, Melisso, Eleusis e Orfismo. I Misteri e la tradizione iniziatica greca (2015), il volume Negli abissi luminosi. Sciamanesimo, trance ed estasi nella Grecia antica (2021) e Dell’Origine (2023) di Parmenide