Daniele Menozzi. Pensare Francesco
Storia, memoria e uso politico
Nel video Daniele Menozzi, curatore del volume Pensare Francesco. Storia, memoria e uso politico, insieme a Valerio De Cesaris, Andrea Possieri e Adriano Roccucci, intervistato in occasione degli ottocento anni dalla morte di Francesco d'Assisi (Assisi ca. 1182 - 1226), parla delle metamorfosi culturali che ha subito nei secoli la figura del Santo e risponde ad alcune domande sulla sua predicazione e sulla sua influenza sulla storia successiva della Chiesa cattolica.
Pensare Francesco nasce dalla constatazione che in età contemporanea il riferimento a Francesco è ampiamente diffuso nell’opinione pubblica e anche in tutte le articolazioni della cultura per due motivi: il primo è l’influsso dell’età romantica, caratterizzata da una vera e propria “francescanofilia” e il secondo è il fatto che nel XIX secolo, quando le istituzioni cominciano ad avvertire che la promozione di un immagine del passato è funzionale alla costruzione di un ethos pubblico, inizia l’età delle commemorazioni. Da questi due fattori, il romanticismo e il culto dei centenari, nasce un’attenzione particolare alla figura di Francesco che persegue tre strade, che vengono analizzate nel libro: quella della storia, che cerca di ricostruire la vera immagine di Francesco, quello della memoria, in cui la promozione della sua immagine, creando una memoria collettiva, serve a rafforzare le istituzioni e quella dell’uso politico, in cui soggetti privati per plasmare l’opinione pubblica utilizzano l’immagine di Francesco ridisegnandola ai propri scopi.
Pensare Francesco nasce dalla constatazione che in età contemporanea il riferimento a Francesco è ampiamente diffuso nell’opinione pubblica e anche in tutte le articolazioni della cultura per due motivi: il primo è l’influsso dell’età romantica, caratterizzata da una vera e propria “francescanofilia” e il secondo è il fatto che nel XIX secolo, quando le istituzioni cominciano ad avvertire che la promozione di un immagine del passato è funzionale alla costruzione di un ethos pubblico, inizia l’età delle commemorazioni. Da questi due fattori, il romanticismo e il culto dei centenari, nasce un’attenzione particolare alla figura di Francesco che persegue tre strade, che vengono analizzate nel libro: quella della storia, che cerca di ricostruire la vera immagine di Francesco, quello della memoria, in cui la promozione della sua immagine, creando una memoria collettiva, serve a rafforzare le istituzioni e quella dell’uso politico, in cui soggetti privati per plasmare l’opinione pubblica utilizzano l’immagine di Francesco ridisegnandola ai propri scopi.
La proposta cristiana di Francesco corrisponde ad un mutamento di atteggiamento che trova la sua concretizzazione nel condividere la condizione di coloro che sono emarginati dalla società, il “facere misericordiam” di Francesco è l’immedesimazione nella condizione degli ultimi.
Daniele Menozzi è professore emerito di storia contemporanea alla Scuola Normale Superiore di Pisa, socio corrispondente dell’Accademia dei Lincei e membro del Consiglio scientifico dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana-Treccani e della Fondazione Romolo Murri. Fa parte della direzione della Rivista di storia del cristianesimo e di Modernism. Ha studiato il rapporto tra cattolicesimo e società dall’età dei lumi ai nostri giorni. Tra le sue recenti monografie: Chiesa e diritti umani. Legge naturale e modernità politica dalla Rivoluzione francese ai giorni nostri (2012); «Giudaica perfidia». Uno stereotipo antisemita tra liturgia e storia (2014); Da Cristo Re alla città degli uomini. Cattolicesimo e politica nel ’900 (2019); “Crociata». Storia di un’ideologia religiosa dalla Rivoluzione francese a Bergoglio (2020); Il potere delle devozioni. Pietà popolare e uso politico dei culti in età contemporanea (2022).Francesco è stato caratterizzato da un moto interiore di conversione che si è tradotto in una trasformazione dei modi concreti di vita e anche in uno sforzo di trasformare i rapporti collettivi: in lui mutamento interiore, mutamento spirituale e incisività della fede cristiana nella vita collettiva sono strettamente connessi