Giuseppe Ferraro. Che cos'è filosofia?
Una definizione impossibile
Il problema non è il sé, ma è riconoscere il sé nell’altro, noi non cambiamo restiamo sempre gli stessi, sono le relazioni che cambiano.La filosofia è come quelle cose di cui abbiamo sentito parlare ma che non conosciamo veramente, della filosofia non c’è una definizione, è una parola che resta senza traduzione in tutte le lingue europee.
Come nei dialoghi platonici, il presupposto del dialogo è l’amicizia e gli amici quando dialogano non arrivano mai ad una definizione, né ad una conclusione.
Noi, esistendo, impersoniamo qualcosa di impersonale, noi siamo vita e abbiamo vita, e bisogna sempre tenere la vita che si è nella vita che si ha, noi siamo avere ed essere, il problema è come si tiene l’essere che si è nell’essere che si ha.Si parla veramente quando si ascolta: il tempo della parola è il tempo dell’ascolto
La filosofia non è un mestiere, si è o non si è in filosofia, la parola greca mantiene il segreto della sua denominazione e la filosofia è l’unica espressione di sapere che porta un sentimento nel suo stesso nome, si dice che è amore del sapere. Non si tratta di un sapere accusativo, ma genitivo, è un sapere di. Questo significa che non basta conoscere le categorie se non si sa applicarle, non basta sapere bene le cose se poi non si sa che cosa è bene fare, non si può dire di sapere se poi non ci si trova ad essere in quel sapere, senza questa corrispondenza il sapere diventa un esercizio vuoto.
Nessuno è libero da solo, la libertà è fatta di legami, ci sono legami che soffocano e legami che liberano il respiro alla gioia di vivere, la libertà per ognuno si misura dalla qualità delle proprie relazioni. Anche in carcere la quota di libertà è data dai legami con le persone care ed anche la libertà di un Paese si misura dalla qualità dei legami sociali.
Ogni legame in fondo è la manutenzione della separazione, un legame non può essere soffocante ma deve sostenere la separazione dell’altro, altrimenti diventa privazione della libertà.La politica al livello più alto è la manutenzione dei legami sociali e quando la politica separa e lacera i legami non rende libero il Paese che governa.
La filosofia è racconto, è “intrattabile”, come l’amore, come la pace - il trattato di pace, infatti, elenca i motivi della guerra che verrà - tutto ciò che ha a che fare con l’anima e con l’interiorità è “intrattabile”, anche la vita noi non la vediamo ma la sentiamo, possiamo vederla solo negli altri.L’amore di cui si parla in filosofia è quel legame di libertà che mantiene la singolarità dell’altro. Manutenere la separazione è lasciare l’altro libero nel legame: l’amore è una passione senza proprietà.
Giuseppe Ferraro è responsabile della scuola di Filosofia Fuori le Mura. Già prof per la Federico II di Napoli, ha tenuto corsi alla Albert Ludwigs Universität di Freiburg i.B., e alla Università dello Stato di Rio de Janeiro (UERJ). Tiene da anni corsi nelle carceri e nelle scuole d’eccezione. È ideatore del progetto educativo Bambini in Filosofia. È impegnato nello sviluppo della filosofia come etica dei legami e dell’educazione ai sentimenti. Tra le sue pubblicazioni per le edizioni Filema: Filosofia in carcere (2009), La filosofia spiegata ai bambini (2010), La scuola dei sentimenti (2011), L’anima e la voce (2013); per Stampa Alternativa L'assassino dei sogni, lettere fra un ergastolano e un filosofo (2024); per le edizioni Mimesis La declusione della libertà (2018); per Chiarelettere La memoria dell’amore (2020); per le edizioni Castelvecchi Imparare ad amare (2015), Bambini in filosofia (2015), La Porta di Parmenide (2018), Nostalgia del desiderio (2019), Fragilità (2020), La ripresa della vita (2021). Il valore della pena e l’imperdonabilità (2024).