Gustaw Herling. La cerniera d'Europa
Paolo Morawski
Seguendo le dinamiche interne all’URSS, mettendo in rilievo le molte forme del dissenso sovietico, esplorando opere classiche e meno note della letteratura russa, monitorando i movimenti di opposizione nel Centro e nell’Est del continente europeo, immergendo la cronaca in più ampi contesti storici, valorizzando l’importanza della sfera culturale, le pagine di Herling consentono al lettore di affrontare scottanti questioni del presente (come la guerra in Ucraina) con maggiore consapevolezza e profondità.Nel libro sono raccolti cinquanta saggi brevi di Gustaw Herling, pubblicati originariamente su varie testate italiane, soprattutto sul Corriere della Sera, sul Giornale di Montanelli e su Tempo Presente, in un arco temporale di tre decenni, ripercorrono gli snodi essenziali della storia dell’Europa dell’Est fino al 1999 e forniscono importanti chiavi di lettura di ciò che ha significato la divisione in due dell’Europa all’epoca della guerra fredda.
Al contempo questi frammenti scelti degli scritti italiani di Herling sono una cartina di tornasole della varietà e ricchezza del dibattito pubblico nel quale lo scrittore polacco, dal suo esilio a Napoli e a Parigi, entra con una cifra originale tinta di appassionata vis polemica.
Il libro è una rilettura fatta dall’interno dell’Europa dell’Est della seconda metà del Novecento, ma è anche un saggio sulla lotta per la libertà e contro il totalitarismo, che Herling sceglie di combattere sul piano culturale, perché la cultura viene continuamente colpita dai sistemi totalitari, che cercano non solo di impedire la libertà di parola ma anche di imporre una visione del mondo e quindi la promozione, la difesa e l’arricchimento della sfera culturale sono il fondamento di questa lotta per la libertà.
C’è una narrazione della Guerra fredda ma senza le categorie della propaganda della Guerra fredda, categorie che a Herling non interessano, mentre è interessato ai fatti, alle persone, alla loro psicologia e al livello filosofico che riguarda l’etica e i valori.
Herling è stato uno scrittore scomodo, perché ha vissuto il Gulag e ha raccontato questa sua esperienza di detenzione, diventando un ambasciatore del dissenso e assumendo un ruolo di intermediario della cultura dell’Est Europa, di quella polacca, ma anche di quella russa.
Paolo Morawski, manager culturale, studioso di storia e cultura europea e polacca, saggista. È presidente della Fondazione romana Janina Umiastowska. Ha lavorato per 35 anni nel servizio pubblico radiotelevisivo RAIIl libro mostra un Est plurale, non separato dall’Ovest, ma che è parte di un grande campo culturale europeo inclusivo, dimostrando quindi che il dialogo tra le diverse culture è uno dei fondamenti del modello europeo.