Jonathan Salina. La nozione di 'forma' in Carlo Diano

Tra ontologia, logica e storia 

Nel video Jonathan Salina, intervistato in occasione del Convegno L'istante e l'eterno. Tra parola e forma l'opera viva di Carlo Diano, intellettuale del molteplice, che si è tenuto a Frascati il 28 novembre 2025 nella sede dell’Accademia Vivarium novum, espone il tema del suo intervento dal titolo La nozione di 'forma' in Carlo Diano tra ontologia, logica e storia

Carlo Diano è stato un intellettuale non riconducibile né ad una data tradizione né ad una determinata disciplina, la sua peculiarità è stata proprio quella di essere un autore trasversale che non si è limitato ad un ambito specialistico ma che li ha attraversati tutti, come filologo, critico teatrale, artista, storico della filosofia e filosofo.
Le sue categorie di forma ed evento si devono intendere come categorie fenomenologiche non ontologiche, come delle linee guida per interpretare le varie culture e le varie epoche storiche, dalle quali possono trarsi però anche delle implicazioni teoretiche.

(...) tanto è dir forma quanto dire intelletto, e intelletto e forma sono essa stessa la "cosa" in quanto vedente e veduta: di qui l'identità. Che non è l'identità vuota dell'A=A, la quale non si intende se non nella sfera del logos e ne porta la contraddizione, ma quella dell'unum et idem che nella "Verita" di Parmenide unisce l'intelletto e l'essere (...). 
Carlo Diano

L’arte, secondo Diano, pur non essendo una conciliazione di forma ed evento, tuttavia è il momento in cui forma ed evento arrivano ad una certa assimilazione, in cui la forma riesce a rifulgere nel mondo in modo sempre unico e irripetibile. La “forma eventica”, la manifestazione della forma nel mondo diveniente, l’incarnazione della forma nella storia umana ha avuto il suo culmine nelle epoche storiche della Grecia classica e del Rinascimento italiano. 

L'arte dunque non è forma, ma forma ed evento in uno, e l'una essendo contemplabile e l'altro potendo solo essere vissuto, è insieme contemplata e vissuta. (...) Ma deve evitare gli estremi, perché la pura forma è intelletto e scienza, e il puro evento anima e religione. 
Carlo Diano

Ma forma ed evento non si conciliano, e al di là di essi è la trascendenza ineffabile dell'Uno. E però si deve dire che tutte le arti tendono alla parola, ma la parola al silenzio. 
Carlo Diano

Jonathan Salina si è formato (con conseguimento di diploma di licenza e di perfezionamento) e ha svolto attività di ricerca presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. I suoi interessi di ricerca vertono attorno all’idealismo tedesco e italiano dell’Otto e Novecento (Schelling, Hegel, Spaventa, Gentile, Croce), alla fenomenologia tedesca (Husserl, Scheler) e all’ontologia italiana contemporanea (Severino, Sasso), nel solco della quale lavora sia in senso storico-filosofico che in chiave teoretica. Ha pubblicato tre monografie (Gentile, Corriere della Sera Milano 2015; La rinascita dell’idealismo, Carocci Roma 2017; Idealismo, Edizioni della Normale Pisa 2018) e svariati articoli scientifici; ha, inoltre, avuto varie collaborazioni con Treccani e partecipato a convegni nazionali. Ha conseguito nel 2021 l’abilitazione scientifica nazionale a professore associato nel settore 11/C5. Dal 2024, dirige il Centro di ricerca sulla Filosofia italiana di Firenze (INSR, Palazzo Strozzi). Nello stesso anno ha vinto il Premio Feltrinelli Giovani dell’Accademia dei Lincei per le Scienze filosofiche.