Massimo Cacciari. La figura e l'opera di Carlo Diano

Un epicureismo cristiano

Nel video Massimo Cacciari, intervistato in occasione del Convegno L'istante e l'eterno. Tra parola e forma l'opera viva di Carlo Diano, intellettuale del molteplice, che si è tenuto a Frascati il 28 novembre 2025 nella sede dell’Accademia Vivarium novum, espone brevemente il tema del suo intervento dal titolo Carlo Diano: la figura e l'opera

Protagonista in molti settori delle discipline cosiddette umanistiche, Carlo Diano è stato un grande storico della letteratura greca, un grande filologo, un filosofo della religione, uno storico della filosofia e un estetologo.

Diano, che proviene da una tradizione filosofica antisistematica, intende la filosofia e l’arte alla luce dei due elementi inseparabili di forma ed evento: la forma si disfa sempre divenendo in evento e l’evento crea sempre nuove forme. Di epoca in epoca e di momento in momento prevale la forma o prevale l’evento, sia in campo filosofico sia in quello artistico. 

Vi è un’ontologia alla base del discorso di Diano che risulta evidente nel suo Epicuro, al quale dedica un’edizione di tutti i suoi testi, il fondamento dell’essente è la sua singolarità e il fondamento di questa sua singolarità è irraggiungibile, non si può spiegare la causa ultima della singolarità del nostro esserci. Questo ha conseguenze tragiche perché tale singolarità potrà affermarsi negando la singolarità dell’altro e questo è forse ciò che è avvenuto nel destino dell’occidente: il porsi nella nostra singolarità contro gli altri negandoli. 

Diano indica però una direzione religiosa, mistica in cui la relazione con l’altro è di amicizia, una sorta di epicureismo cristiano, la nobilissima idea di amicizia epicurea trasferita nell’idea cristiana di amore. Non voglio più comprendere l’altro in me, ma voglio io svuotarmi del mio ego per trasportarmi nell’altro. 


Massimo Cacciari è professore emerito di Estetica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e membro dell’Accademia dei Lincei. Ha svolto attività politica ed è presente nel dibattito pubblico, dopo essere stato co-fondatore e co-direttore di alcune delle riviste che hanno segnato la vita politica, culturale e filosofica italiana tra gli anni ’60 e ’90. Ha rivolto la sua attenzione alla crisi dell’idealismo tedesco e dei sistemi dialettici, valorizzando la critica della metafisica occidentale propria di Nietzsche e di Heidegger e seguendo la genealogia del pensiero nichilistico nei classici della mistica tardo-antica, medievale e moderna. Si è occupato di filosofia teoretica, politica e di estetica, indagando anche le questioni relative al diritto. Ha ricevuto diversi riconoscimenti e ha tenuto lezioni, corsi e conferenze presso numerose università e istituzioni europee. Tra le sue opere recenti: Dell’Inizio (Torino 1990, 2001 4a ed.); Ama il prossimo tuo (con Enzo Bianchi, Bologna 2011); Il potere che frena (Milano 2013); Labirinto filosofico (Milano 2014); Filologia e filosofia (Bologna 2015); Re Lear. Padri, figli, eredi (Caserta 2015); Occidente senza utopie (con Paolo Prodi, Bologna 2016); Generare Dio (Bologna 2017); La mente inquieta. Saggio sull’Umanesimo (Torino 2019); Elogio del diritto (con Natalino Irti e un saggio di Werner Jaeger, Milano 2019); Il lavoro dello spirito (Milano 2020); La città. Nuova edizione (Rimini 2021); Paradiso e naufragio (Torino 2022).