Marged Trumper. Cantare il limen

Estetica dianea della forma femminile nel genere ṭhumrī

Nel video Marged Trumper, intervistata in occasione del Convegno L'istante e l'eterno. Tra parola e forma l'opera viva di Carlo Diano, intellettuale del molteplice, che si è tenuto a Frascati il 28 novembre 2025 nella sede dell’Accademia Vivarium novum, espone il tema del suo intervento dal titolo Cantare il limen: estetica dianea della forma femminile nel genere ṭhumrī

Le categorie fenomenologiche di Diano di Forma ed Evento si rivelano strumenti straordinariamente immediati per analizzare ambiti esterni anche alla cultura greca classica, dimostrando così la validità della sua affermazione, che esse siano adatte ad analizzare qualunque civiltà e qualunque epoca. In particolare, risultano prestarsi in modo esemplare alla disamina dell’estetica della musica colta indiana (hindustani) anche in accordo con molti concetti del pensiero indiano antico. Se per Diano ogni espressione artistica rappresenta l’incontro dialogico delle due categorie, è vero che nel sistema musicale indostano il musicista ha sempre consapevolezza della performance in quanto convergenza dell’archetipo modale del raga (forma) con il contenitore eventico del ciclo ritmico. I due generi ortodossi nel sistema musicale indostano – dhrupad e khayal – offrono così, nel loro svolgimento tradizionale, un paradigma del passaggio dalla contemplabilità della forma-raga all’estemporaneità della scansione ritmica.
Un’ulteriore applicazione della lettura dianea si può fare con il genere femminile non ortodosso thumri, nel quale la forma di riferimento predominante diventa la nayika, ovvero la protagonista femminile tormentata dalla separazione dall’oggetto d’amore secondo i parametri della mistica devozionale hindu e sufi. Questa inversione della gerarchia tra espressione poetica e modulo melodico può determinare una interpretazione di sovversione del sistema ortodosso da parte delle interpreti femminili di questo genere vocale.

È epifanico il più astratto e disperso dei segni di qualunque arte solo che esso realizzi la sintesi dell’essere e dell’esserci. Ed è da questa epifanicità che ora dobbiamo muovere per intendere nella loro logica e nella loro struttura quella tensione e quella vibrazione e ritrovando la verità che è propria dell’arte ritrovare anche il fare che da quella verità è inseparabile. Perché l’epifania… appartiene alla sfera dell’evento. 
Carlo Diano

Da questa contrarietà irriducibile e reale, indialettizzabile eppure sempre unificata, nascono la tensione e la vibrazione che abbiamo trovate nella forma scolpita e cantata dai Greci, e sono esse questa vibrazione e questa tensione che costituiscono il segno ‘sensibile’ di quella ‘poeticità’ per cui l’arte è tale, per modo che, ov’esse non ci siano, non ci sia neanche l’arte.
Carlo Diano

Ma il ‘fare’ non c’è, se non c’è ‘colui che fa’ […] Ne segue che l’arte non può venire separata da colui che la fa e dall’atto in cui egli la fa, senza cessare d’essere arte, e, per continuare ad esserlo, una volta ch’essa è fatta, è necessario che quello medesimo ο un altro la ‘rifaccia’. 
Carlo Diano


Marged Trumper, indologa italo-gallese, si occupa da oltre vent’anni di musica colta indiana (hindustani) sia come musicista, seguendo le sue maestre di canto Sunanda Sharma e la leggendaria Girija Devi di Benares in India, sia come studiosa, attraverso approfondite ricerche, soprattutto nell’ambito del canto femminile e della poesia nella musica indostana. E' inoltre una delle rare specialiste occidentali di generi vocali femminili hindustani come thumri, potendosi avvalere di una approfondita conoscenza sia dell’aspetto musicale che letterario-linguistico. È docente di lingua hindi presso l’Università Alma Mater di Bologna e di Canto Indiano e Materie Indologiche presso il Conservatorio di Vicenza.