Ilaria Gaspari. Tristezza per favore vai via
Mina, Vanoni e la malinconia
Ci sono canzoni che portano in primo piano la relazione tra la creatività, l’arte e quella strana e diabolica condizione in cui sono gettati gli esseri umani in attesa del futuro, è quello stato malinconico, intriso dell’humor nero, di un’immaginazione che anticipa i mali futuri e le possibili catastrofi.
C’è una tradizione antichissima di trattati medici in base alla quale l’humor nero, la melancolia si collega all’ispirazione dell’artista, che vive sotto il potere saturnino di un’iperattività immaginativa che lo posta ad anticipare i possibili mali. La canzone e in genera l’arte simulano in modo più libero la tecnica storica della premeditato malorum, l’anticipazione dei mali futuri, al fine di addomesticarli, un esercizio spirituale vero e proprio, che sfidava il limite della condizione umana che è quello di essere prigionieri del tempo e non poter conoscere il nostro futuro
Ilaria Gaspari ha studiato filosofia alla Scuola Normale Superiore di Pisa e si è addottorata all'università Paris I Panthéon-Sorbonne con una tesi sullo studio delle passioni nel Seicento. Nel 2015 per Voland è uscito il suo primo romanzo, Etica dell'acquario. Nel 2018, per Sonzogno, Ragioni e sentimenti. L'amore preso con Filosofia. Per Einaudi ha pubblicato Lezioni di felicità. Esercizi filosofici per il buon uso della vita (2019), già tradotto in diverse lingue, e Vita segreta delle emozioni (2021). Collabora con vari giornali e insegna scrittura. Vive tra Roma e Parigi.Nel momento in cui la canzone e l’arte utilizzano il timore del futuro, trasfigurandolo in atto creativo, si produce una forma di resistenza nuova e più profonda, rispetto anche ad un esercizio spirituale, grazie alla possibilità di condivisione e di trasmissione di quella stessa sofferenza che in qualche modo la trascende.