Ludovico Maria Gadaleta. Rosmini e Manzoni
Duecento anni di amicizia
Alessandro Manzoni fu legato ad Antonio Rosmini dal marzo 1826 fino al 1855, anno della morte del filosofo, da un rapporto d’amicizia fatto soprattutto di dialoghi e incontri ma anche di lettere, alcuni frammenti delle quali sono qui riportati.
Nel Nuovo saggio sull'origine delle idee, del 1830, una delle opere più importanti del XIX secolo, Rosmini espone la sua teoria dell’essere, molto originale per l’epoca, elaborata a partire dalla confutazione di filosofie come il sensismo, parlando di un’idea innata sulla quale si innesta la conoscenza.Nella loro visione c’è il tema comune della Provvidenza, che tutto conduce al bene e secondo Rosmini, Manzoni, che non viene generalmente considerato un filosofo, aveva una mente filosofica.
L’idea filosofica di Rosmini sull’unificazione nazionale è federalista, più attenta alle specificità dei singoli popoli, a differenza di quella di Manzoni, che propendeva per uno stato più centralizzato, che meglio avrebbe rafforzato l'unità.È necessario per entrambi creare un linguaggio comune per tutti gli italiani, una lingua che sia popolare, ma che abbia come modello la lingua di Dante, perché non si può costruire la nazione italiana senza una lingua che unifichi i popoli della penisola.
Che bontà di questo sommo poeta! Che affabilità! Che anima sparsa in sul volto tutto e sulle labbra!
Antonio Rosmini (parlando di Alessandro Manzoni)
Leggo di questi giorni il romanzo del Manzoni che parmi una maraviglia. Egli me lo comunica per sua gentilezza, io me ne inebrio, e penso che all'Italia apparirà come cosa nuova, e a sì limpido lume novellamente acceso, a lei parrà esserle accresciuto il veder della mente. Che cognizione dell’uman cuore! che verità! che bontà che ovunque trabocca da un cuore ricolmo!
Antonio Rosmini
Questo che ho letto è cosa per sè importantissima e annunzia un tutto di singolare importanza; e per me mi trovo grandemente confermato nella persuasione che l'autore sia destinato ad avere una distinta e memorabile parte nel raddrizzamento e nel progresso della scienza dell’uomo.
Alessandro Manzoni (parlando del “Nuovo Saggio sull’origine delle idee” di Rosmini)
Questa lettura mi fa sentire più acerbamente l'assenza di quell'uomo, col quale è piacere il disputare, delizia l'essere d'accordo, ammaestramento e miglioramento l'uno e l’altro.
Alessandro Manzoni (parlando del “Nuovo Saggio sull’origine delle idee” di Rosmini)
Conto fra le grazie immeritate fattemi dal Signore il conoscere il Rosmini e l’aver parte nella sua benevolenza.
Alessandro Manzoni
È una gran consolazione il trovarsi spesso con un uomo, ogni colloquio col quale solleva la mente ad alture, alle quali si sente che da sé non si sarebbe mai potuto salire”
Alessandro Manzoni
Ho frequenti visite, ma specialmente mi giova
e m' istruisce la conversazione di Alessandro Manzoni.
Antonio Rosmini
Ludovico Maria Gadaleta è un religioso rosminiano. Si è laureato in storia contemporanea a Milano e ha conseguito il diploma archivistico presso l’Archivio Segreto Vaticano. A lungo direttore dell’Archivio Storico dell’Istituto della Carità e della Biblioteca del Centro Internazionale di Studi Rosminiani, ha curato numerosi volumi dell’Edizione Nazionale e Critica delle opere di Rosmini: Della naturale Costituzione della società civile (2016), i Progetti di Costituzione (2017), le Conferenze sui doveri ecclesiastici (2018), i Discorsi di vario genere (2018), gli Scritti teologici minori (2019), gli Scritti letterari (2020) e gli Scritti autobiografici (2022). In numerose monografie, biografie e saggi si è occupato della storia dell’Istituto della Carità, con particolare attenzione alla diffusione del rosminianesimo in Italia e all’estero. Dal 2022 è responsabile della casa editrice Sodalitas. Dirige la collana lettere e carteggi di Antonio Rosmini: strumenti preparatori, ove ha già co-curato Lettere inedite dagli archivi del Trentino (2021); Carteggio fra Antonio Rosmini e Giuseppe Brunati (2022); Carteggio di Antonio Rosmini con i propri familiari 2 voll. (2024). Inoltre è studioso di temi reboriani su varie riviste scientifiche ed è l’ideatore degli Annuali Reboriani, ormai giunti alla VI edizione.