Pio Colonnello. Kairos e tragedia

Spunti per una rilettura di Carlo Diano

Nel video Pio Colonnello, intervistato in occasione del Convegno L'istante e l'eterno. Tra parola e forma l'opera viva di Carlo Diano, intellettuale del molteplice, che si è tenuto a Frascati il 28 novembre 2025 nella sede dell’Accademia Vivarium novum, espone il tema del suo intervento dal titolo Kairos e tragedia. Spunti per una rilettura di Carlo Diano.

Carlo Diano, nell’approfondire il rapporto tra forma ed evento, ritorna spesso sul senso della temporalità dell’evento, sottolineando come questo non sia un accadimento qualsiasi che si colloca nella catena della durata, ma piuttosto una sua interruzione. Per illustrare quest’aspetto, egli ricorre talora a episodi tratti dalla tragedia greca:

Agamennone muore quando scende dal carro. In quell’attimo, che è l’attimo dell’evento, e raccoglie su di sé tutto il tempo e tutto lo spazio, passato e futuro fanno arco. È in questo arco che si collocano e hanno senso i presentimenti del Coro nel primo e nel secondo stasimo. Ed è in esso che d’un tratto sale come asse del mondo la profezia di Cassandra. Bisogna averla davanti agli occhi la scena per esserci dentro: Agamennone che entra nella reggia, Cassandra che si erge diritta sul carro. Ella realizza uno dei simboli che sono nell’evento e nel vissuto sono reali, il simbolo dell’esperienza religiosa totale, quello dell’asse del mondo, l’asse che si leva da ogni punto in cui Dio si rivela: e qui si rivela precisamente Dio.
Carlo Diano


D’altra parte, il filosofo non manca di sottolineare nel teatro eschileo l’εὐσέβεια, il profondo sentimento del divino, il devoto rispetto degli dèi. Nel profondo dell’anima, egli osserva, l’abisso in cui affondano le radici tutti i nostri atti:

La colpa è contro Dio, nella sua accezione più assoluta. Dio, che non ha bisogno di essere conosciuto da una tradizione teologica e definito nei suoi attributi per essere presente nel cuore dell’uomo, perché in ogni decisione che l’uomo prenda, egli è lì, come periferia infinita, quella periferia infinita nel seno della quale l’oscillazione da cui il nostro essere ultimo è definito, si chiude in un evento.
Carlo Diano


In uno dei saggi della maturità, La tragedia greca oggi, nel ritornare su un tema a lui caro, Diano osserva che la tragedia si presenta come scontro tra la forma e l’evento; non c’è teatro se non «come esistenza vissuta, e quindi come evento». Una tesi fa da sfondo, per così dire, alla variegata gamma delle sue interpretazioni del concetto di tragico nel mondo antico: l’apertura dell’esistenza, nella sua caducità e pur nella sua ineludibile e costitutiva colpevolezza, alla “trascendenza”, che qui va intesa nella dimensione dell’ulteriorità, dell’apeiron periechon, o dell’Umgreifende jaspersiano:

Se Edipo si trova implicato nei delitti più grandi che possano essere commessi al mondo, ciò è perché è uomo. Bisogna concludere che gli dèi non esistono o sono ingiusti, e fermarsi al dubbio di Euripide? No, gli dèi esistono, ma l’uomo ha il suo limite, “ora si abbatte in un bene e ora in un male”, come il poeta aveva cantato ammonendo nel Coro dell’Antigone, nell’esporre la teoria del progresso di Anassagora, ed è in questo che si rivela il mistero della trascendenza. Quale che sia l’innocenza e il merito di Edipo, il suo destino è segnato, e gli dèi non mentono.
Carlo Diano


Pio Colonnello è Professore onorario di Filosofia Teoretica nell’Università della Calabria. È visiting professor in alcune università americane ed è consulting editor della rivista statunitense «The Journal of Value Inquiry». Dirige la rivista «Bollettino Filosofico». Ha ottenuto per due volte il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Vincitore del Premio Nazionale “Karl Jaspers” 2024. L’ambito delle sue ricerche verte prevalentemente sulle correnti filosofiche contemporanee, dal kantismo allo storicismo, alla fenomenologia, all’ermeneutica, alla filosofia latino-americana. Tra i suoi lavori: Melanconia (2004); Filosofia e politica in America latina (2005); Orizzonti del trascendentale (2013); Il soggetto riflesso. Itinerari del corpo e della mente (a cura di, 2014); Fenomenologia e visioni del mondo (a cura di, 2015); Phenomenology and Pathography of Memory (2019); Sinestesie e anamorfismi. Tra filosofia e letteratura (2021); Solitudine ed esistenza (2022); Fragilità (2024); Esistenza e trascendenza. Saggio su Jaspers (2005). Alcuni suoi volumi sono tradotti in Argentina, Stati Uniti, Francia, Messico.