Elio Franzini. Bellezza
Psiche. Anima, Arte, Bellezza
Nel video il professor Elio Franzini riflette sul tema della bellezza in una lezione registrata l’11 marzo 2026 presso il Liceo Artistico “Umberto Boccioni” di Milano, nell'ambito del progetto Psiche - Anima, Arte, Bellezza a cura di Federico Leonardi, Domenico Ricucci, Vincenzo Corseri e degli studenti della sezione multimediale.
Il professor Elio Franzini indaga il destino della bellezza nella società contemporanea, dove il confine tra estetico e banale appare sempre più sfumato. Il percorso analizza l’evoluzione del bello: dalle radici antiche, inteso come ordine e armonia oggettiva, alla visione spirituale capace di scorgere l’invisibile nella materia. Con la modernità, l’attenzione si sposta dall’oggetto al soggetto, ricordando che “la bellezza non risiede solo nell’oggetto (un quadro, un paesaggio) né solo nel soggetto che guarda. È l’incontro tra i due”. Essa “è una ‘storia’ perché muta nel tempo, seguendo l’evoluzione dello spirito umano e della sensibilità collettiva”, trasformando la percezione estetica in un’esperienza interiore legata alla sensibilità e al giudizio.
L’epoca postmoderna segna però una rottura, accogliendo il tragico, il brutto e il transitorio. L’arte abbandona la forma rassicurante per farsi provocazione o impegno, ridefinendo il senso stesso dell’estetica. La lezione conclude che la bellezza non è scomparsa, ma si è liberata da definizioni rigide: “la bellezza è sempre una forma di riconoscimento: una ricerca di nuove forme”. Oggi essa risiede nella capacità di moltiplicare i punti di vista, offrendo un senso sempre aperto e capace di interrogare la vita attraverso forme inaspettate.
Elio Franzini, filosofo e accademico italiano, è uno dei massimi esperti contemporanei di estetica e fenomenologia. Professore ordinario di Estetica presso l’Università degli Studi di Milano, ne è stato Rettore dal 2018 al 2024, ricoprendo nel tempo anche il ruolo di Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia. La sua ricerca si è concentrata profondamente sulla fenomenologia di Husserl e sulle sue implicazioni nel campo della sensibilità e dell’arte, analizzando il legame tra immagine, simbolo e percezione. Tra le sue numerose pubblicazioni si distinguono opere fondamentali come L’estetica del Settecento (1995), Fenomenologia dell’invisibile (2001), I simboli e l’invisible. Figure e forme del pensiero fenomenologico (2017) e Modernità e nostalgia (2022). Oltre all’attività accademica, Franzini è una figura centrale nel dibattito culturale italiano, avendo guidato importanti società scientifiche come la Società Italiana di Estetica (SIE).
La bellezza è una parola, un termine, che ha una lunga storia, un lungo percorso. [...] La bellezza è molte cose insieme, molte parole insieme, molti concetti insieme.
Il professor Elio Franzini indaga il destino della bellezza nella società contemporanea, dove il confine tra estetico e banale appare sempre più sfumato. Il percorso analizza l’evoluzione del bello: dalle radici antiche, inteso come ordine e armonia oggettiva, alla visione spirituale capace di scorgere l’invisibile nella materia. Con la modernità, l’attenzione si sposta dall’oggetto al soggetto, ricordando che “la bellezza non risiede solo nell’oggetto (un quadro, un paesaggio) né solo nel soggetto che guarda. È l’incontro tra i due”. Essa “è una ‘storia’ perché muta nel tempo, seguendo l’evoluzione dello spirito umano e della sensibilità collettiva”, trasformando la percezione estetica in un’esperienza interiore legata alla sensibilità e al giudizio.
L’epoca postmoderna segna però una rottura, accogliendo il tragico, il brutto e il transitorio. L’arte abbandona la forma rassicurante per farsi provocazione o impegno, ridefinendo il senso stesso dell’estetica. La lezione conclude che la bellezza non è scomparsa, ma si è liberata da definizioni rigide: “la bellezza è sempre una forma di riconoscimento: una ricerca di nuove forme”. Oggi essa risiede nella capacità di moltiplicare i punti di vista, offrendo un senso sempre aperto e capace di interrogare la vita attraverso forme inaspettate.
Inseguire la bellezza significa avere la capacità di scavare nelle pieghe della contemporaneità, interrogandone le forme così variegate, frammentate e attraversate dal dubbio o dalla caducità, per rintracciarvi una dimensione simbolica: un orizzonte capace, ancora oggi, di restituirci un senso e una realtà.
Elio Franzini, filosofo e accademico italiano, è uno dei massimi esperti contemporanei di estetica e fenomenologia. Professore ordinario di Estetica presso l’Università degli Studi di Milano, ne è stato Rettore dal 2018 al 2024, ricoprendo nel tempo anche il ruolo di Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia. La sua ricerca si è concentrata profondamente sulla fenomenologia di Husserl e sulle sue implicazioni nel campo della sensibilità e dell’arte, analizzando il legame tra immagine, simbolo e percezione. Tra le sue numerose pubblicazioni si distinguono opere fondamentali come L’estetica del Settecento (1995), Fenomenologia dell’invisibile (2001), I simboli e l’invisible. Figure e forme del pensiero fenomenologico (2017) e Modernità e nostalgia (2022). Oltre all’attività accademica, Franzini è una figura centrale nel dibattito culturale italiano, avendo guidato importanti società scientifiche come la Società Italiana di Estetica (SIE).