Massimo Iiritano. Esseri effimeri

La filosofia del tragico, da Pindaro a Nietzsche

Nel video Massimo Iiritano, autore de Il dono di Prometeo, pubblicato da Diogene nel 2017, parla della filosofia del tragico, dai presocratici o preplatonici fino a Nietzsche. 

Per liberarli dallo sguardo accecante sulla loro morte che li rendeva incapaci di vivere, Prometeo dona agli uomini speranze cieche, illusorie. La forza del tragico è la piena consapevolezza di quella illusorietà, il tragico greco si confronta in maniera autentica e spietata con il suo essere effimero. Anassimandro, per Nietzsche, è il filosofo del tragico perché dipinge il nostro essere al mondo come un’ingiustizia originaria che bisogna espiare.  

 

Effimeri siamo: cos'è qualcuno?
cos'è invece nessuno? Sogno di un'ombra è l'uomo. 
Pindaro, Pitica VIII

Prometeo: feci in modo che i mortali non avessero sempre dinanzi la morte.
Coro: E trovando quale rimedio a questa malattia?
Prometeo: Insinuai in loro speranze cieche.
Coro: Un grande dono questo che tu hai offerto agli uomini.
Prometeo: Oltre a questo, nondimeno, ho donato loro il fuoco.
Coro: Anche ora gli effimeri, gli esseri della vita di un solo giorno, conservano il fuoco scintillante?
Prometeo: Grazie ad esso impareranno molte arti. 
Eschilo, Prometeo incatenato

Coro: Chi aspira a prolungare l'esistenza 
scordando quale sia la sua misura
costui per me sicuramente è folle. (...)
Non esser nati è la sorte migliore
o almeno appena nati ritornare
a quel mondo da cui siamo venuti (...)
Anche questo infelice, e non sol io,
si trova in tal luogo doloroso.
Come un lido marino, non so dove,
d'inverno sotto venti boreali
è battuto da flutti tempestosi
così quest'uomo sempre, dal profondo,
lo scuotono sciagure come ondate
che in eterno rinnovano l'assalto,
dall'occidente
oppure dall'oriente
o su dal sole a picco a mezzogiorno
o dai monti Rifei del settentrione
avvolti da una notte senza fine. 
Sofocle, Edipo a Colono

Principio degli esseri è l’illimitato (ápeiron)....da dove infatti gli esseri hanno l'origine, lì hanno anche la distruzione secondo necessità, poiché essi pagano l'uno all'altro la pena e l'espiazione dell'ingiustizia secondo l'ordine del tempo. 
Anassimandro

Massimo Iiritano, dottore di ricerca in Filosofia della religione all’Università di Siena-Arezzo, ha svolto attività didattica e di ricerca presso diverse Università, italiane e straniere. È stato docente incaricato di Antropologia delle religioni all’Università per Stranieri di Perugia, ha collaborato con la cattedra di Estetica dell’Università di Perugia e con la cattedra di Filosofia delle religioni dell’Università di Siena-Arezzo. Attualmente è docente di Filosofia al Liceo classico Galluppi di Catanzaro e docente incaricato di Istituzioni di Storia della Filosofia e Filosofia dell’educazione all’Istituto Universitario Don Giorgio Pratesi di Soverato (Pontificia Università Salesiana di Roma). Collabora con le cattedre di filosofia morale e antropologia filosofica dell’UNICAL, laddove è anche membro del Comitato di Indirizzo del Consiglio di Corso di Studio unificato in Filosofia e Storia, Scienze Filosofiche e Scienze Storiche. È Presidente dell’associazione nazionale Amica sofia, fondata presso l’Università di Perugia, di cui cura anche la pubblicazione della rivista semestrale Amica Sofia Magazine (accreditata Anvur). È stato allievo e collaboratore, tra gli altri, di Sergio Quinzio, Bruno Forte, Sergio Givone, Massimo Cacciari.
Tra i suoi volumi monografici: Utopia del tramonto. Identità e crisi della coscienza europea, introduzione di M. Cacciari, Dedalo 2004, Teologia dell’ora nona. Il pensiero di Sergio Quinzio tra fede e filosofia, introduzione di A.G. Quinzio, Città Aperta 2006; seconda edizione Castelvecchi 2021, Dissoluzioni. La crisi dell’esperienza estetica tra arte e filosofia, prefazione di S. Givone, Rubbettino 2011, Gioacchino da Fiore. Attualità di un profeta sconfitto, Rubbettino 2015, Il dono di Prometeo, Diogene 2017,
Ma come si fa a pensare?, Castelvecchi 2019, Pensare da bambini (con Dorella Cianci), Erickson 2020, Educare all’infanzia (in dialogo con Walter Kohan), Edizioni Francescane Italiane 2022, A scuola con… Filosofia, Jouvance 2023, Fragilità di un Dio. Inquietudini filosofiche del nostro tempo, Mimesis 2024. Ha curato e introdotto la prima traduzione italiana dell’opera Agli Ebrei di Gioacchino da Fiore (Rubbettino 1998, con prefazione di Bruno Forte) e l’antologia di scritti di estetica e filosofia della religione di R. G. Collingwood, con il titolo “Lo svanire della ragione” (Bonanno 2014)