Erasmo da Rotterdam. Il tirannicida
Tiziana Provvidera
Tra l’estate del 1505 e la primavera del 1506, Erasmo da Rotterdam giunge per la seconda volta in Inghilterra, dove si mette in luce come traduttore di classici. A seguito dell’amicizia con Thomas More, una delle personalità più complesse e discusse della storia europea e inglese, Erasmo si dedica alla traduzione di alcuni saggi e dialoghi di Luciano di Samosata, un autore per il quale entrambi gli umanisti avevano sviluppato una vera e propria passione. Il progetto comune produsse inizialmente 10 traduzioni (4 di More e 6 di Erasmo), oltre a due composizioni originali in latino che costituiscono la replica dei traduttori alle argomentazioni lucianee contenute nell’opera intitolata Tyrannicida (Τυραννοκτόνος), pubblicate nel 1506 a Parigi presso l’editore Badius. Tali composizioni, contrariamente a quanto sostenuto da alcuni critici, non rappresentano l’esito di un semplice divertimento o di un esercizio retorico ispirato da una competizione amichevole, ma racchiudono in sé le linee di un programma etico e politico.
Filologo, teologo, filosofo, retore, scrittore, pedagogo, Erasmo da Rotterdam incarna in modo esemplare la figura e il ruolo dell’umanista quattro-cinquecentesco, capace di integrare tutte queste attività senza mai concepirle come distinte o, ancor meno, inconciliabili.
Tiziana Provvidera
Un tiranno non sa cosa siano né i vincoli di natura, né l’amore paterno né, tantomeno, il senso del dovere. Si è spogliato di tutto questo una volta assunti l’aspetto e la veste di tiranno. Misura ogni cosa in termini di guadagno, paura e coercizione. Ama soltanto quelli che teme – ammesso che ami qualcuno, visto che odia persino gli dèi – e che non è ancora opportuno eliminare, o quelli del cui sostegno e collaborazione ha bisogno per consolidare il proprio potere.
Erasmo da Rotterdam
Lungi dall’essere mere esercitazioni per studenti questi testi si rivelano un termometro prezioso per saggiare gli umori le preoccupazioni e le opinioni di un’intera epoca, dimostrando come scenari apparentemente immaginari fossero in realtà in costante dialogo con le urgenze del passato: dietro l’apparenza frivola della risata e i complessi giochi della retorica si cela un invito profondo e attualissimo, quello all’esercizio della virtù morale e politica.
Tiziana Provvidera
Erasmo, da un lato, definisce la natura della tirannide e del tiranno, contrapponendola al modello del buon principe cristiano e, dall’altro, delinea la sua visione di come la comunità deve reagire quando il sovrano si trasforma in tiranno.
Tiziana Provvidera
Tiziana Provvidera è Honorary Research Fellow presso il Dipartimento di Italianistica dello University College London, dove ha insegnato moduli di Filosofia del Rinascimento. Collabora con la Sapienza Università di Roma in qualità di coordinatrice del “Laboratorio Erasmo” e con il “Centro di Studi sulla Ragion di Stato e la Democrazia” dell’Università “Federico II” di Napoli. È inoltre membro della redazione di alcune prestigiose riviste internazionali di studi politici e rinascimentali e ha partecipato a numerosi convegni italiani e internazionali del settore. Ha pubblicato e curato diverse edizioni critiche di testi rinascimentali, tra cui le Opere politiche (2 voll.) del filologo ed erudito tardo cinquecentesco Giusto Lipsio, alla cui figura ha dedicato anche una monografia. Si occupa in particolare di filosofia politica ed etica nel mondo classico e nella storia del pensiero moderno.