Stefano Lanna. Il Piano Olivetti per la Cultura 

Produzione di senso e investimento sul futuro 

Nel video la registrazione dell’intervento di Stefano Lanna, Direttore Generale del Piano Olivetti per la Cultura del MiC, tenuto il 14 luglio 2026 al Ministero della Cultura, in occasione della conferenza stampa di presentazione della rassegna Ierofania - Sulle vie del Sacro.  

Il Piano Olivetti per la cultura nasce dalla profonda convinzione che la cultura non è ornamento delle istituzioni, ma è una delle infrastrutture principali della democrazia, è ciò che tiene insieme una comunità, costruisce cittadinanza e riduce le diseguaglianze nell’accesso alla conoscenza e rende i luoghi della memoria spazi di partecipazione e di futuro. 

Ierofania interpreta una delle sfide più attuali della politica culturale contemporanea: restituire al patrimonio una capacità generativa. 

Adriano Olivetti ci ha insegnato che sviluppo economico, qualità della vita, bellezza e crescita civile, ma anche spirituale, non sono dimensioni separate, ma parte di un unico e complesso organismo vivente. 


La Ierofania è la manifestazione del sacro nella realtà sensibile, il momento in cui un luogo, un oggetto e un paesaggio cessano di essere semplicemente materia e diventano portatori di significato a più livelli. È un invito a riscoprire l’anima del paesaggio e della stessa architettura, a non attraversare i luoghi come semplici destinazioni fisiche, ma a tornare ad abitarli come spazi di relazione, di comunità complessa e di consapevolezza. 

Il piano Olivetti per la Cultura si ispira alla visione della cultura di Adriano OIivetti che oggi vogliamo tradurre in politiche culturali: costruire una rete di luoghi capaci di produrre conoscenza, rafforzare le comunità, coinvolgere le giovani generazioni e restituire al patrimonio la sua funzione pubblica più autentica. 

Ierofania - Sulle vie del Sacro è la dimostrazione che questa direzione è possibile, una cultura che non sia soltanto contemplazione della memoria, ma produzione di senso, non solo tutela del passato, ma investimento sul futuro attraverso il presente. 

L’auspicio è che questa rassegna diventi un modello di politica culturale fondata sulla partecipazione, sulla qualità dei contenuti e sulla capacità di attivare processi profondi di crescita civile e comunitaria, perché il patrimonio culturale appartiene alla comunità. 

I luoghi della cultura non custodiscono soltanto la memoria del passato ma continuano a generare significato, relazione e futuro. È questa la lezione più attuale di Adriano Olivetti: fare della cultura una forza viva capace di costruire comunità, coesione e speranza.