Andrea Solari. Il richiamo dell'indicibile
Il nirvana di Schopenhauer contro il pessimismo razionalista
In questo volume, introdotto da un saggio di Fausto Taiten Guareschi, Abate Emerito di Fudenji, tempio e monastero Zen Soto, Andrea Solari rilancia su solide basi testuali il legame tra Schopenhauer e l’Oriente, disinnescando l’equivoco che per decenni lo ha annoverato ingiustamente tra i promotori del nichilismo europeo. Il suo crudo “realismo” non costituisce affatto l’approdo a un pessimismo fine a se stesso, ma si pone come la pietra angolare di un tragitto di consapevolezza. Quella di Schopenhauer è un’opera intramontabile che ha avuto il merito di riconnettere la filosofia d’Occidente alla sapienza orientale, trasformando la negazione del mondo in una lucida via di liberazione.
Legga ora, anche i meravigliosi scritti della sapienza indiana che le raccomando caldamente, e così lei avrà conosciuto tutto quello che il lettore dovrebbe sapere per capire appieno le mie opere.
Arthur Schopenhauer
La lettura delle Upanishad è la più profittevole ed edificante che sia possibile a questo mondo, essa e stata il conforto spirituale della mia vita e lo rimarrà fino alla mia morte.
Arthur Schopenhauer
I lettori della mia Etica sanno che, secondo me, il fondamento della morale si trova in ultima analisi in quella verita espressa nei Veda e nel Vedanta con la formula mistica permanente tat twam asi (“Questo vivente sei tu”) che viene espressa riferendosi a ogni essere vivente, sia uomo o animale, e che e chiamata mahāvākya, la grande parola.
Arthur Schopenhauer
[Nello stato di meditazione succede che] la grandezza del mondo che prima ci inquietava, ora riposa in noi: la nostra dipendenza da essa viene annullata dalla sua dipendenza da noi. Comunque tutto ciò non viene subito nella riflessione, ma si manifesta come una coscienza solo sentita del fatto che, in un certo senso, siamo una sola cosa col mondo, e quindi dalla sua incommensurabilità non siamo abbassati, bensì sollevati. E la coscienza sentita di ciò che le Upanishad dei Veda esprimono ripetutamente in tanti modi diversi.
Arthur Schopenhauer
Questa teoria, che ogni molteplicità sia soltanto apparente, che in tutti gli individui di questo mondo, per quanto si presentino in numero infinito l'uno dopo l'altro e l'uno accanto all'altro, si manifesti un essere solo e medesimo, e sempre esistita. Difatti essa e la dottrina principale e fondamentale dei sacri Veda, il libro più antico del mondo, del quale possediamo la parte dogmatica, o meglio la dottrina esoterica, nelle Upanishad. La troviamo, si può dire ad ogni pagina, questa grande dottrina che instancabilmente viene ripetuta in forme infinite e commentate con svariate immagini e similitudini
Arthur Schopenhauer
Andrea Solari, laureato in filosofia, dedica da anni la sua ricerca al pensiero filosofico analizzato nel solco delle tradizioni sapienziali d’Occidente e d’Oriente. Collabora attivamente con diverse riviste di settore, sulle quali ha pubblicato diversi contributi specialistici. Nel 2022 ha dato alle stampe il libro dal titolo Il linguaggio degli immuni (Agorà & Co.).