Giancristiano Desiderio. Il Vesuvio pensante
Il fuoco in Benedetto Croce
Nel video Giancristiano Desiderio, intervistato il 14 ottobre 2026 a Napoli nella sede della Fondazione Biblioteca Benedetto Croce, parla del suo libro Il Vesuvio pensante. Il fuoco in Benedetto Croce, pubblicato nel 2026 da Bibliopolis.
La figura di Benedetto Croce è ritornata al centro della scena culturale. Non solo è rinata la sua filosofia – la critica, la storiografia, il liberalismo – ma anche la sua vita ha assunto un significato filosofico, entrando a far parte della sua Opera. È il motivo che ispira questo libro che si muove su due piani: il pensiero e la vita. Era lo stesso Croce a dire di sé: «Sono come il Vesuvio d’inverno, che ha la neve fuori e il fuoco dentro». Non c’è definizione migliore per il filosofo della libertà. Sia per il suo temperamento sia perché la metafora del fuoco ben esprime la doppia natura del logos che fa le cose e le pensa. Infatti, per esprimere un buon giudizio è necessaria, come rileva Croce in La Poesia, la viva esperienza della materia ossia, per esemplificare, della vita morale per l’etica, della politica per la filosofia politica, della storiografia per la teoria della storia, dell’arte per l’estetica e se manca questa viva esperienza della cosa, allora, né si pensa né si conosce. La filosofia affratellata con la storia è un eterno lavoro di riconoscimento per vivere liberamente.
Nicola Matteucci scrisse che il liberalismo di Croce altro non è che la fondazione del pluralismo, perché quella filosofia dei distinti, che al tempo di Croce sembrava non funzionare poiché tutto doveva essere ricondotto ad unità, oggi invece ci fornisce effettivamente una fondazione del pluralismo.
Giancristiano Desiderio (1968) è studioso del pensiero e della vita di Benedetto Croce e ha pubblicato la particolare biografia filosofica in tre volumi Vita intellettuale e affettiva di Benedetto Croce. Ha interesse per i concetti di verità e potere, governo e libertà e la sua opera, d’impronta civile, si svolge in una dimensione extra-accademica. I suoi ultimi libri sono: football, Croce ed Einaudi, Machiavelli e il liberalismo, L’Anti-Marx, La filosofia civile di Stefano Cusani. Scrive per il «Corriere della Sera» e altre testate come «il Giornale» e «La Ragione».
La figura di Benedetto Croce è ritornata al centro della scena culturale. Non solo è rinata la sua filosofia – la critica, la storiografia, il liberalismo – ma anche la sua vita ha assunto un significato filosofico, entrando a far parte della sua Opera. È il motivo che ispira questo libro che si muove su due piani: il pensiero e la vita. Era lo stesso Croce a dire di sé: «Sono come il Vesuvio d’inverno, che ha la neve fuori e il fuoco dentro». Non c’è definizione migliore per il filosofo della libertà. Sia per il suo temperamento sia perché la metafora del fuoco ben esprime la doppia natura del logos che fa le cose e le pensa. Infatti, per esprimere un buon giudizio è necessaria, come rileva Croce in La Poesia, la viva esperienza della materia ossia, per esemplificare, della vita morale per l’etica, della politica per la filosofia politica, della storiografia per la teoria della storia, dell’arte per l’estetica e se manca questa viva esperienza della cosa, allora, né si pensa né si conosce. La filosofia affratellata con la storia è un eterno lavoro di riconoscimento per vivere liberamente.
Croce riconosceva a sé stesso il merito di aver ucciso il filosofo, inteso sia come il professore di filosofia, sia come il teologo, il metafisico, che tratteggia una sorta di filosofia generale e che lascia intendere di sapere tutto quando invece, come tutti ha delle lacune. Uccidendo il filosofo così inteso, Croce mette al mondo invece il filosofo come storico, ossia il filosofo che è versato in più saperi.Il pensiero di Benedetto Croce non è accademico ma vitale: è affratellato e abbracciato con la vita e con la storia da cui nasce e a cui torna. L’Estetica, che Croce rifonda all’inizio del Novecento come se battezzasse il secolo, è la via d’accesso conoscitiva alla vita con l’intuizione.
In Italia non regna più nelle menti la figura del “Filosofo”, del puro, del sublime “Filosofo”, di colui che, incuriosito delle cose piccole, sta intento a risolvere il gran problema, il problema dell'Essere: non vi regna più, perché (se bisogna dire la verità, ancorché con qualche offesa della modestia) quel “Filosofo” io l'ho fatto morire.
Benedetto Croce
Nicola Matteucci scrisse che il liberalismo di Croce altro non è che la fondazione del pluralismo, perché quella filosofia dei distinti, che al tempo di Croce sembrava non funzionare poiché tutto doveva essere ricondotto ad unità, oggi invece ci fornisce effettivamente una fondazione del pluralismo.
Giancristiano Desiderio (1968) è studioso del pensiero e della vita di Benedetto Croce e ha pubblicato la particolare biografia filosofica in tre volumi Vita intellettuale e affettiva di Benedetto Croce. Ha interesse per i concetti di verità e potere, governo e libertà e la sua opera, d’impronta civile, si svolge in una dimensione extra-accademica. I suoi ultimi libri sono: football, Croce ed Einaudi, Machiavelli e il liberalismo, L’Anti-Marx, La filosofia civile di Stefano Cusani. Scrive per il «Corriere della Sera» e altre testate come «il Giornale» e «La Ragione».