Il theatron pessimista di Anna Rotunno
Marco Lanterna presenta "Il migliore dei mondi impossibili"
Nel video il critico letterario Marco Lanterna presenta Il migliore dei mondi impossibili. Pièces filosofiche di Anna Rotunno, edito a sua cura nel 2026 dalla Scuola di Pitagora.
Il volume si compone di alcune prose critico-teatrali sul teatro greco e di tre tragedie inedite. Le prime due - il Migliore dei mondi impossibili e Deianira non va a morire - sono riscritture autonome e creative modellate secondo lo spirito delle Operette morali di Leopardi o delle fícciones críticas borgesiane e ispirate rispettivamente all’Antigone e alle Trachinie di Sofocle, mentre la terza - Tutti sanno il giorno e l'ora - è una pièce originale di ambientazione moderna. Il volume delinea complessivamente un theatron fortemente filosofico pessimista e antinatalista, anche se l’autentica protagonista è la morte di cui le tre pièces delineano una sorta di trilogia in forma dialogico-platonica. Tale smaltata mescolanza di erudizione, non disgiunta però da creatività, rinsangua poi quel particolare pessimismo mediterraneo che, dal Petrarca dei Rimedi attraverso Machiavelli, Guicciardini, Leopardi e il Gadda della Meditazione, giunge sino a noi.
Anna Rotunno (Napoli 1963) laureata in Lettere antiche all'Università Orientale, è insegnante nei licei. In passato ha collaborato per diversi anni con varie testate giornalistiche, tra cui Il Mattino di Napoli, svolgendo altresì incarichi di ricerca presso l'Università di Salerno. Esperta esterna del Baccalaureato Europeo a Bruxelles, tra i suoi principali contributi scientifico-filologici si segnalano l’edizione dell’Olimpico di Dione di Prusa e l'Elogio della calvizie di Sinesio di Cirene, mentre per il teatro ha tradotto e adattato numerosi testi greco-latini (tra cui le Metamorfosi di Ovidio e l'Apologia di Socrate di Platone). Il migliore dei mondi impossibili e Deianira non va a morire sono state portate in scena dalla storica Compagnia del Giullare di Salerno.
Il volume si compone di alcune prose critico-teatrali sul teatro greco e di tre tragedie inedite. Le prime due - il Migliore dei mondi impossibili e Deianira non va a morire - sono riscritture autonome e creative modellate secondo lo spirito delle Operette morali di Leopardi o delle fícciones críticas borgesiane e ispirate rispettivamente all’Antigone e alle Trachinie di Sofocle, mentre la terza - Tutti sanno il giorno e l'ora - è una pièce originale di ambientazione moderna. Il volume delinea complessivamente un theatron fortemente filosofico pessimista e antinatalista, anche se l’autentica protagonista è la morte di cui le tre pièces delineano una sorta di trilogia in forma dialogico-platonica. Tale smaltata mescolanza di erudizione, non disgiunta però da creatività, rinsangua poi quel particolare pessimismo mediterraneo che, dal Petrarca dei Rimedi attraverso Machiavelli, Guicciardini, Leopardi e il Gadda della Meditazione, giunge sino a noi.
Pessimismo la cui cifra beffarda è del tutto aliena ai pachidermici sistemi del pessimismo alemanno come pure all’atrofica filosofia accademica.
Anna Rotunno (Napoli 1963) laureata in Lettere antiche all'Università Orientale, è insegnante nei licei. In passato ha collaborato per diversi anni con varie testate giornalistiche, tra cui Il Mattino di Napoli, svolgendo altresì incarichi di ricerca presso l'Università di Salerno. Esperta esterna del Baccalaureato Europeo a Bruxelles, tra i suoi principali contributi scientifico-filologici si segnalano l’edizione dell’Olimpico di Dione di Prusa e l'Elogio della calvizie di Sinesio di Cirene, mentre per il teatro ha tradotto e adattato numerosi testi greco-latini (tra cui le Metamorfosi di Ovidio e l'Apologia di Socrate di Platone). Il migliore dei mondi impossibili e Deianira non va a morire sono state portate in scena dalla storica Compagnia del Giullare di Salerno.