Fabrizio Gifuni racconta Carlo Emilio Gadda

Con gli interventi di Gabriele Frasca e Federica Pederiali

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Fabrizio Gifuni, attore e autore di teatro, cinema, televisione porta avanti da molti anni un percorso artistico straordinario su Carlo Emilio Gadda: “l’officina dell’Ingegnere”. A vent’anni, la lettura di Quer pasticciaccio brutto de via Merulana costituisce per Gifuni  una vera e propria  folgorazione.  Da quel momento inizia un rapporto mai interrotto con la straordinaria scrittura gaddiana. E da lettore appassionato Gifuni diviene autore appassionato di progetti, opere teatrali e letture sceniche, frutto della rielaborazione dei testi del grande scrittore quali: Il giornale di guerra e di prigionia, La cognizione del dolore, Eros e Priapo, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana. E proprio in occasione della pubblicazione dell’audiolibro del Pasticciaccio, con suggestive  letture sceniche ‘dal vivo’ di brani tratti dal romanzo, Rai Cultura ha realizzato un documento filmato che  testimonia l’intensa relazione tra l’attore e lo scrittore,  l’eccezionalità della lingua gaddiana, capace di farsi teatro ‘naturalmente’, e il costante impegno etico-civile, che accomuna l’autore letterario e l’autore teatrale. Il  racconto di Gifuni è accompagnato dal commento del professor Gabriele Frasca, Presidente del Premio Napoli  e dall’intervento di Federica Pedriali, Presidente del “Gadda Price”, che parla del  prestigioso Premio dedicato allo scrittore milanese, con sede ad Edimburgo. L'incipit di Quer pasticciaccio brutto de via Merulana:

Tutti ormai lo chiamavano don Ciccio. Era il dottor Francesco Ingravallo comandato alla mobile: uno dei più giovani e, non si sa perché, invidiati funzionari della sezione investigativa: ubiquo ai casi, onnipresente su gli affari tenebrosi. Di statura media, piuttosto rotondo della persona, o forse un po’ tozzo, di capelli neri e folti e cresputi che gli venivan fuori dalla metà della fronte quasi a riparargli i due bernoccoli metafisici dal bel sole d’Italia, aveva un’aria un po’ assonnata, un’andatura greve e dinoccolata, un fare un po’ tonto come di persona che combatte con una laboriosa digestione: vestito come il magro onorario statale gli permetteva di vestirsi, e con una o due macchioline d’olio sul bavero, quasi impercettibili però, quasi un ricordo della collina molisana.

Fabrizio Gifuni nasce a Roma il 16 luglio 1966. Ideatore e interprete di numerosi lavori fra i quali il progetto Gadda e Pasolini, antibiografia di una nazione (Premio Ubu nel 2010 come miglior spettacolo e miglior attore dell’anno per L’Ingegner Gadda va alla guerra) - con la regia di Giuseppe Bertolucci - e Il dio di Roserio, uno studio sul primo capitolo. Nelle ultime stagioni è stato protagonista al Piccolo di Milano, della Lehman Trilogy - di Luca Ronconi - e di Freud ovvero l’interpretazione dei sogni, per la regia di Federico Tiezzi. Al cinema e in televisione, quasi quaranta i titoli, è stato diretto, fra gli altri, da Gianni Amelio, Marco Tullio Giordana, Liliana Cavani, Ridley Scott, Edoardo Winspeare, Paolo Virzì, Marco Bellocchio, Paolo Franchi e Daniele Vicari. Nel 2014 riceve il David di Donatello per il film Il capitale umano. Per il lavoro svolto negli ultimi quindici anni sul potenziale teatrale di importanti testi e autori della letteratura italiana e straniera, gli viene assegnato nel 2014 il Premio Napoli per la cultura italiana e, nel 2018, la Laurea Honoris causa in Letteratura italiana, filologia moderna e linguistica dall’Università degli studi di Roma Tor Vergata.

Carlo Emilio Gadda nasce a Milano nel 1893.Si arruola volontario nella guerra del 1915-18 come sottotenente degli alpini.Tra il 1915 e il 1919 scrive dei diari che vengono pubblicati col titolo Giornale di guerra e di prigionia nel 1955. Il Taccuino di Caporetto vede la luce molti anni dopo la morte, nel 1992. Ritorna a casa nel 1919 e solo allora apprende la notizia della morte del fratello Enrico, tenente pilota, avvenuta in un incidente aereo.Nel 1920 si laurea in ingegneria elettrotecnica e fino al 1940 esercita la professione in Italia e all’estero. Nel 1926 inizia a collaborare alla rivista fiorentina “Solaria” con saggi e racconti. Dal 1931 si dedica completamente all’attività letteraria. Trai suoi scritti: La Madonna dei filosofi (1931), Il Castello di Udine (1934), Le meraviglie d'Italia (1939), L'Adalgisa (1944), La cognizione del dolore (su rivista 1938; in volume 1963). Quer pasticciaccio brutto de via Merulana è il romanzo che nel 1957 decreta la sua fama.Dal 1950 al 54 lavora al terzo programma radiofonico della Rai. Si spegne a Roma nel 1973.