Aldo Palazzeschi e il suo romanzo su Roma

Il poeta intervistato sul suo romanzo e le sue abitudini

Una preziosa intervista ad Aldo Palazzeschi seguita da un intervento di Demetrio Bonuglia, suo esecutore testamentario, che ha pubblicato Lettere all'amico avvocato. Si parla di Roma, il libro di Palazzeschi e dei cambiamenti che ha subito la città. Bonuglia ha conservato molte carte di Palazzeschi e molte sue fotografie.  

Tri, tri tri
Fru fru fru,
uhi uhi uhi,
ihu ihu, ihu.
Il poeta si diverte,
pazzamente,
smisuratamente.
Non lo state a insolentire,
lasciatelo divertire
poveretto,
queste piccole corbellerie
sono il suo diletto.

Aldo Palazzeschi, pseudonimo di Aldo Giurlani nasce a Firenze il 2 febbraio 1885 e muore a Roma il 17 agosto 1974. Ha scritto diverse raccolte di poesia: I cavalli bianchi (1905), Lanterna (1907), Poemi (a cura di Cesare Blanc, 1909), E lasciatemi divertire (1910), L’incendiario 1905-1909 (1910), Poesie 1904-1914 (1925), Poesie (1930), Poesie 1904-1914 (1942), Piazza San Pietro (illustrazioni di Mino Maccari, 1945), Difetti 1905 (1947), Viaggio sentimentale (1955), Schizzi italo-francesi (1966), Cuor mio (1968), Via delle cento stelle 1971-1972 (1972), Tutte le poesie (Mondadori, 2002). Tra i suoi romanzi: Il codice di Perelà (1911), Sorelle Materassi (1934), Roma (1953), Il Doge (1967). Ha esordito come poeta crepuscolare, aderendo poi al futurismo. Negli anni successivi, si è fatto interprete di un realismo attraversato da una vena ironica e giocosa.