Antonio Debenedetti: Saba si installò a casa nostra

Un ricordo personale del grande poeta triestino

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Figlio di Giacomo Debenedetti, che pur molto giovane, fu uno dei primi critici a comprendere il valore letterario di Umberto Saba, Antonio Debenedetti ha dei ricordi personali del grande poeta che frequentava la loro casa romana. Debenedetti ricorda anche l'incontro tra Saba e Togliatti, avvenuto a casa loro: il primo fu così entusiasta della lezione di storia ricevuta dal secondo che decise di essere comunista.  

Saba a casa nostra scrisse molte delle sue Scorciatoie tanto che in una di queste io sono definito il settenne stupidello Antonio che gioca continuamente ai partigiani e ai tedeschi e lui dice, non so bene se tenga per gli uni o per gli altri tra la grande costernazione dei suoi genitori.

Umberto Saba, pseudonimo di Umberto Poli, nasce a Trieste il 9 marzo 1883. La sua prima raccolta poetica Poesie risale al 1911, mentre nel 1912 pubblica la raccolta Con i miei occhi (il mio secondo libro di versi), in seguito ribattezzata Trieste e una donna. Dopo la Grande Guerra, durante la quale viene richiamato alle armi e collabora con il giornale Il popolo d’Italia da posizioni interventiste, vede la luce per la prima volta il Canzoniere, una raccolta di poesie a cui lavorava dai primi anni del secolo e che viene pubblicata nel 1922. Nel 1926 pubblica Figure e canti, mentre nel 1928 la rivista Solaria, con cui collaboraa e grazie alla quale comincia a frequentare più assiduamente il mondo letterario, gli dedica un intero numero. Nel frattempo, mentre la sua fama di poeta si consolida, si fanno sempre più insistenti delle crisi nervose con cui combatte da anni, e comincia a essere seguito dallo psicanalista Edoardo Weiss, che ha in cura anche lo scrittore Italo Svevo. Poco prima della seconda guerra mondiale, alla promulgazione delle leggi razziali del 1938, a causa delle sue origini ebraiche è costretto a rifugiarsi a Parigi. Nel 1939 torna in Italia ma, nonostante l’aiuto di alcuni amici, tra cui Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti e Carlo Levi, deve nascondersi e cambiare spesso città, il che non gli impedisce di pubblicare proprio in quel periodo la raccolta Ultime cose. Dopo la guerra Saba collabora con il quotidiano Il Corriere della Sera, nel 1946 vince il Premio Viareggio per le poesie del dopoguerra, nel 1951 il Premio Accademia dei Lincei e il Premio Taormina e nel 1953 l’Università di Roma La Sapienza gli conferisce la Laurea Honoris Causa. Muore a Gorizia il 25 agosto 1957.
 

Antonio Debenedetti nasce a  Torino il 12 giugno  1937, figlio del critico Giacomo Debenedetti, e risiede fin dall’infanzia a Roma. Esordisce nel 1972 con il libro Monsieur Kitsch. Collabora da anni con il Corriere della sera, di cui è inviato per la cultura. Ha scritto romanzi (In assenza del signor Plot, 1976; La fine di un addio, 1985; Se la vita non è vita, 1991, con cui ha vinto il Premio Viareggio),  e racconti come Ancora un bacio (1981), Spavaldi e strambi (1987), Amarsi male (1998). Giacomino (1994) è un libro di ricordi sul padre Giacomo. Tra gli ultimi libri: In due (2008), Il tempo degli angeli e degli assassini (2011), Racconti naturali e straordinari (2017) e Quel giorno quell'anno (2018).