Carlo Emilio Gadda: ingegnere e prigioniero

Con la testimonianza di Gadda e di sua sorella

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Questo prezioso filmato, con inserti di interviste a Carlo Emilio Gadda, comincia con una panoramica su Milano e la lettura di un brano dello scrittore sugli scempi della città. Gadda comincia a lavorare come ingegnere elettronico ed è chiamato a sovrintendere la costruzione della centrale elettrica della Città del Vaticano nel 1932, poi insegna matematica al liceo Parini di Milano e fisica per breve tempo. Lo scrittore dichiara che non gli piaceva molto insegnare e che trovava i ragazzi insignificanti. Prima di insegnare era stato in Argentina. Nel 1915 scende in piazza con i compagni di università con grande entusiasmo, ma ha poi capisce che questa dedizione alla causa non serviva a nulla. Dopo Caporetto cade prigioniero e vive la reclusione nel campo presso Hannover come una tragedia personale. La sorella racconta quanto la madre fosse orgogliosa del figlio (nonostante gli avesse imposto, contro la sua volontà, di iscriversi ad ingegneria). Dal Giornale di guerra e di prigionia:

Non ho avuto amore, né niente. L'intelligenza mi vale soltanto per considerare e soffrire; gli slanci del sogno, l'amore della patria e del rischio, la passione della guerra mi hanno condotto a una sofferenza mostruosa, a una difformità spirituale che non ha, non può avere riscontri. Sentii in quel momento, con l'intensità d'un asceta, il vuoto, l'orribile vuoto della mia vita, la sua brevità, la sua fine. Che cosa avrò fatto per gli uomini, che cosa per il mio paese? Niente, niente. Morirò come un cane, fra dieci, fra trent'anni; senza famiglia, senza neppur aver goduto nel doloroso cammino di aver a lato mia madre, i miei cari fratelli. 

 

Carlo Emilio Gadda nasce a Milano nel 1893. Si iscrive al Politecnico per studiare ingegneria ma nel 1915 parte volontario per il fronte (e solo nel 1955 pubblica il Giornale di guerra e di prigionia sulla dolorosa esperienza della guerra). Collaboratore della rivista “Solaria”, dal 1931, dopo aver esercitato per anni la professione di ingegnere, riesce a dedicarsi completamente all’attività letteraria e pubblica La madonna dei filosofi a cui segue, nel 1934, Il castello di Udine. Nel 1936 scrive La cognizione del dolore (pubblicato in volume nel 1963 e nel 1970). Nel 1940 si trasferisce a Firenze dove frequenta critici e scrittori; nel 1944 pubblica la raccolta di racconti L’Adalgisa. Dal 1950 è a Roma dove lavora alla Rai e redige le Norme per la redazione di un testo radiofonico. Ottiene una grande notorietà con Quer pasticciaccio brutto di via Merulana (pubblicato in volume nel 1957), un giallo senza soluzione, ambientato nella Roma del 1927. Tra le opere dell’ultimo periodo va ricordato anche il saggio-pamphlet "Eros e Priapo" (1967) sulla retorica del regime fascista.