Kent Haruf, Vincoli, Alle origini di Holt

Il primo romanzo di Haruf secondo Eugenia Dubini

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Al centro di Vincoli, Alle origini di Holt, il primo romanzo di Kent Haruf del 1984, ora pubblicato da NN nella traduzione di Fabio Cremonesi, c’è un formidabile personaggio femminile, Edith Goodnough. A narrarne la storia è Sander, il figlio di John, l’uomo a cui Edith ha dovuto rinunciare e che l’ha amata per tutta la vita. Edith, che ora ha ottant’anni ed è piantonata dalla polizia in ospedale per un’accusa i cui contorni si scopriranno solo alla fine del libro, è nata e cresciuta in campagna vicino a Holt. I suoi genitori sono arrivati dall’Iowa in Colorado nel 1896, hanno comprato un terreno brullo, costruito una casa, avuto due figli (lei e suo fratello Lyman). Sua madre è morta a quarantadue anni e i due ragazzi sono rimasti in balia del padre, Roy, un uomo dispotico e insensibile, sognando solo il momento in cui abbandonarlo. Ma un terribile incidente con la falciatrice ha privato Roy di entrambe le mani; Edith che avrebbe voluto sposare il vicino John che conosce da quando era piccola, ha ceduto al divieto paterno, anche per proteggere il debole Lyman. Sarà Lyman a lasciare sola Edith. Attraverso le pagine di questo romanzo, che preannuncia il tono e i temi del ciclo di Holt, prende forma il ritratto di una donna coraggiosa, capace fino all’ultimo di dare e ispirare amore. Di Vincoli abbiamo parlato con l'editrice italiana di Kent Haruf, Eugenia Dubini, in occasione di Più Libri più Liberi. Di seguito la descrizione della zona del Colorado nordorientale in cui si svolge il romanzo:

Era una maledetta distesa sabbiosa. A chiunque non sapesse come guardarla, e prima che Henry Ford e le strade asfaltate la rimpicciolissero un po', doveva apparire infinita in tutte le direzioni, sotto un cielo che d'estate se ne fregava se i semi di granturco che Roy aveva piantato nella sabbia sarebbero mai diventati un misero raccolto, e che in inverno, per quanto blu come promettevano i libri illustrati e alto e luminoso come più non si potrebbe sperare, se ne fregava se la casa di legno che Roy stava costruendo non sarebbe mai riuscita a proteggere la macchina da cucire di Ada dalle folate di neve. Non c'era proprio niente al mondo che si preoccupasse del granturco di Roy, e tra il Canada e il Messico non c'era niente di abbastanza alto e largo da trattenere il vento e la neve.

Kent Haruf nasce a Pueblo il 24 febbraio 1943 e muore a Salida il 30 novembre 2014. Dopo la laurea alla Nebraska Wesleyan University insegna inglese. Prima di dedicarsi alla scrittura svolge diversi lavori (operaio, bracciante, bibliotecario). Grazie ai suoi romanzi, tutti ambientati nella fittizia cittadina di Holt, ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Whiting Foundation Award e una menzione speciale dalla PEN/Hemingway Foundation. Con il romanzo Il canto della pianura è stato finalista al National Book Award, al Los Angeles Times Book Prize, e al New Yorker Book Award. Con Crepuscolo, secondo romanzo della Trilogia della Pianura, ha vinto il Colorado Book Award, mentre Benedizione è stato finalista al Folio Prize.