Giambattista Marino: protagonista della poesia barocca

Il commento del critico Guido Davico Bonino

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Il critico letterario Guido Davico Bonino definisce Giambattista Marino (Napoli 1569-1625):

Il personaggio più discusso, ma il vero protagonista della poesia barocca.


Il poeta napoletano vive una vita avventurosa tra Roma, Ravenna e Torino (presso i Savoia); trionfa alla corte di Parigi dove, chiamato dalla regina italiana Maria de' Medici, rimane dal 1615 al 1623. Adorato dai suoi emuli e odiato dai rivali, Marino è autore oltre che dell'Adone ( 20 canti, 40000 versi) anche di singole raccolte liriche: la Lira, la Galeria, la Sampogna. Un'eccezionale varietà di temi, che vanno dall'amore ai fenomeni naturali, si accompagna ad una formidabile sapienza metrica: sonetti, epitalami, madrigali, idilli, ecloghe e canzoni.

L'attore Umberto Ceriani legge: Descrive un'aurora marittima, Invita la sua ninfa all'ombra, Sul pallor della sua ninfa, Sul seno della sua ninfa, Trasformazione di Dafne in lauro, Venere elogia la rosa (dall'Adone III, ottava 156), Nella sua fuga da Napoli, condannato a morte, Delle miserie umane.

Guido Davico Bonino, torinese, è stato professore di Letteratura italiana e di Storia del Teatro, critico teatrale de "La Stampa", autore di programmi Rai, esponente di spicco della casa editrice Einaudi; ha diretto il Teatro Stabile di Torino e l'Istituto italiano di Cultura di Parigi. Tra i suoi libri: Lunario dei giorni di quiete (1997), Lunario dei giorni d'amore (1998), Lunario di fine millennio (1999), Alfabeto Einaudi. Scrittori e libri (2003), Incontri con uomini di qualità. Editori e scrittori di un'epoca che non c'è più (2013).