Gabriele Frasca: la lingua di Gadda

La scelta della stratificazione linguistica

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La stratificazione linguistica è la scelta peculiare di Carlo Emilio Gadda nella sua narrativa: questa è la tesi di Gabriele Frasca. Secondo Frasca la questione della lingua in Italia è la questione fondamentale. Il pasticciaccio funziona perché Gadda ha in mente la molteplicità dei dialetti italiani, non solo nel tempo ma anche nello spazio:

La possibilità di perseguire strati di lingua di secoli trascorsi, ma nello stesso anche in sincronia tutti i dialetti d'Italia, e la possibilità che ogni dialetto possa avere la sua voce, fa di Gadda un'esperienza sostanziale e particolare.

Gabriele Frasca è nato a Napoli nel 1957. Insegna Letterature comparate e Media comparati all'Università di Salerno. Tra i suoi volumi ricordiamo Cascando. Tre studi su Samuel Beckett (Liguori, Napoli 1988), La scimmia di Dio (Costa & Nolan, Genova 1996) e la raccolta di testi teatrali Tele (Cronopio, Napoli 1998). Per Einaudi ha pubblicato LimeRive e Rimi nella «Collezione di poesia». Ha inoltre curato, sempre per Einaudi, Le poesie eWatt di Samuel Beckett. Il suo ultimo romanzo, Dai cancelli d'acciaio, è apparso nel 2011 presso Luca Sossella. Tra i suoi saggi: La lettera che muore: la «letteratura» nel reticolo mediale (Meltemi 2005) e Un quanto di erotia. Gadda con Freud e Schrödiger (d'if 2011).

Carlo Emilio Gadda nasce il 14 novembre 1893 a Milano. Si iscrive al Politecnico per studiare ingegneria, ma nel 1915 parte volontario per il fronte (e solo nel 1955 pubblica il Giornale di guerra e di prigionia sulla dolorosa esperienza della guerra). Collaboratore della rivista “Solaria”, dal 1931, dopo aver esercitato per anni la professione di ingegnere, riesce a dedicarsi completamente all’attività letteraria e pubblica La madonna dei filosofi a cui segue, nel 1934, Il castello di Udine. Nel 1936 scrive La cognizione del dolore (pubblicato in volume nel 1963 e nel 1970). Nel 1940 si trasferisce a Firenze dove frequenta critici e scrittori; nel 1944 pubblica la raccolta di racconti L’Adalgisa. Dal 1950 è a Roma dove lavora alla Rai e redige le Norme per la redazione di un testo radiofonico. Ottiene una grande notorietà con Quer pasticciaccio brutto de via Merulana (pubblicato in volume nel 1957), un giallo senza soluzione, ambientato nella Roma del 1927. Tra le opere dell’ultimo periodo va ricordato anche il saggio-pamphlet Eros e Priapo (1967) sulla retorica del regime fascista. Muorea a Roma il 21 maggio 1973.