L'Ulisse di Joyce visto dagli studenti

Gli allievi del liceo Vico di Napoli leggono Joyce

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Gabriele Frasca, studioso di Joyce e presidente della Fondazione Premio Napoli ed Enrico Terrinoni, traduttore e curatore per l’edizione Newton Compton dell’Ulisse, ci accompagnano dentro uno testi più complessi e ostici della letteratura: l'Ulisse di James Joyce. Un romanzo nel quale i personaggi e gli spazi collidono l'uno contro l'altro. E che gli studenti del Liceo Vico di Napoli hanno provato ad attualizzare e fare propri. 

È vivo ed umano, mi sembra di sentire il rumore delle conchiglie leggendo quelle pagine


James Joyce nasce a Dublino il 2 febbraio 1882, primogenito di una numerosa famiglia della buona società irlandese, di forte tradizione cattolica e nazionalista che lo iscrive nei migliori collegi cattolici della città. Le condizioni della famiglia peggiorano, fino ad arrivare alla povertà dopo la morte della madre (1903). Dopo la laurea, spinto dal vago proposito di studiare medicina alla Sorbona, trascorre un breve periodo a Parigi. Tornato a Dublino, lavora per un periodo come insegnante privato e nel 1904 sposa Nora Barnacle (che gli rimase accanto tutta la vita, dandogli due figli, Giorgio e Lucia). Dopodiché lascia definitivamente l'Irlanda. Trasferitosi prima a Pola e, l’anno seguente, a Trieste - dove rimane (salvo una breve parentesi romana fra il 1906 e il 1907) fino al 1915 - insegna alla Berlitz e in altri istituti. Nel frattempo nasce l'amicizia con Italo Svevo. La guerra lo costringe a lasciare Trieste per Zurigo, dove entra in contatto con Pound e intreccia molte amicizie. Nel 1920 si trasferisce a Parigi, dove rimane vent’anni, frequentando Valéry-Larbaud, Aragon, Eluard, Th.S. Eliot, Hemingway, Fitzgerald, Beckett. Lì nel 1922 pubblica Ulysses, grazie al rapporto di stima con Sylvia Beach, fondatrice della libreria-editrice Shakespeare and Company. Per curare la figlia Lucia nel 1934 incontra Carl Gustav Jung, grazie al quale approfondisce le conoscenze sulla psicologia del profondo. Lasciata la Francia a causa della guerra imminente, si stabilisce nuovamente a Zurigo, dove muore il 13 gennaio 1941 praticamente cieco a causa di una malattia degli occhi che lo aveva accompagnato per tutta la vita.