Giancarlo Pontiggia, Il moto delle cose

Una raccolta poetica alla ricerca del verbo originario

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Pochi versi ma veri: l’asciuttezza è uno dei caratteri della poesia di Giancarlo Pontiggia, di cui è uscita la preziosa raccolta Il moto delle cose nello Specchio Mondadori. Con l’autore, che ci ha letto alcuni suoi testi, abbiamo parlato di temporalità, dimensione cosmica, ordine delle cose, illusioni umane, origine della vita e destino.

Pochi versi, ma veri.
Valgano per te, come per me.
Che siano limpidi – per guardare il cielo
alto –
e severi, se così è il tuo animo.

Giancarlo Pontiggia è nato a Seregno nel 1952. Ha pubblicato le seguenti raccolte poetiche: Con parole remote (Guanda, 1998), Bosco del tempo (Guanda, 2005) – entrambe riedite nel volume complessivo Origini (Interlinea, 2015) – e Il moto delle cose (Mondadori, 2017). Per il teatro ha scritto Stazioni (Nuova Editrice Magenta, 2010) e Ades. Tetralogia del sottosuolo (Neos, 2017). Al genere dialogico appartiene il volumetto intitolato Icaromenippo (La Vita Felice, 2017). Saggi di poetica e riflessioni sulla letteratura si trovano nei volumi Esercizi di resistenza e di passione (Medusa, 2002), Lo stadio di Nemea (Moretti&Vitali, 2013), Undici dialoghi sulla poesia (La Vita Felice, 2014), Il moto delle cose (Mondadori, 2017).