Giovanna Frosini: la lingua di Machiavelli

La complessità di lettura de Il principe

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È una lingua complessa quella di Machiavelli, lucida, ricca, vivace, capace di comunicare la forza del pensiero e la limpidezza dell’organizzazione dei ragionamenti, dice a Rai Letteratura la professoressa Giovanna Frosini.

La lingua di Machiavelli è una lingua intera, perfetta, ma è anche una lingua difficile. Leggere Il principe di Machiavelli è più difficile di leggere la Divina Commedia di Dante o il Canzoniere di Petrarca, per ragioni in primo luogo storiche.

Giovanna Frosini è professore associato di Storia della lingua italiana all’Università per Stranieri di Siena. Tra i suoi interessi principali, all'incrocio fra storia della lingua e filologia italiana, gli antichi volgarizzamenti, in particolare dalle lingue romanze, i testi agiografici ed epistolari, la poesia delle origini e il linguaggio settoriale della cucina e dell'alimentazione.


Niccolò Machiavelli (Firenze, 1469-1527), è stato scrittore, drammaturgo, storico, filosofo e anche politico: grazie al suo celeberrimo trattato Il principe (1513), è considerato il padre della scienza politica moderna. Quella che vive Machiavelli è l’Italia delle corti medicee e pontificie, un'Italia divisa e frammentata, facile preda delle forti monarchie straniere prime tra tutte quelle di Francia e Spagna. È a questo Paese che Machiavelli rivolge il suo pensiero che – come sostiene lo storico Lucio Villari – è stato, e continua ancora oggi a essere frainteso e spesso strumentalizzato perché Machiavelli è “più citato che letto”. La vicenda umana e intellettuale dell’uomo che insieme a Leonardo da Vinci è l’emblema del Rinascimento si svolge in 58 anni di vita, in cui ci sono un Paese conteso tra eserciti stranieri, la dinastia dei Medici, le scelte dello Stato Pontificio, il rogo di Savonarola; e c’è un uomo, Cesare Borgia, il modello del Principe: forte, astuto, crudele se necessario, a cui l’Italia deve guardare secondo Machiavelli per riscattarsi e liberarsi dalla feroce dominazione straniera, un condottiero dotato delle qualità giuste per guidare il Paese e far nascere un progetto politico unitario.