Divina Commedia: Purgatorio, Canto I

Il commento del critico Giorgio Petrocchi

Condividi

Giancarlo Sbragia legge il primo canto del Purgatorio, preceduto da un'introduzione del critico letterario Giorgio Petrocchi. Virgilio e Dante si ritrovano su una spiaggia dell’isola situata nell’emisfero antartico su cui si erge la montagna del Purgatorio. Dante invoca la musa della poesia epica e, dopo aver incontrato il filosofo stoico Catone Uticense, che veglia alla porta del Purgatorio, chiede al suo maestro di essere purificato dalla sporcizia dell’inferno e intraprende il viaggio alla scoperta del regno i cui si trovano le anime che attendono il perdono.

Per correr miglior acque alza le vele
omai la navicella del mio ingegno,
che lascia dietro a sé mar sì crudele;

e canterò di quel secondo regno
dove l’umano spirito si purga
e di salire al ciel diventa degno.


Dante Alighieri, considerato il padre della lingua italiana nonché pilastro della letteratura mondiale, nacque a Firenze tra il 21 maggio e il 21 giugno del 1265. La sua opera più importante, la Comedìa, conosciuta come la Divina commedia e composta tra il 1306 e il 1321, è letta e studiata in tutto il mondo e rappresenta probabilmente la più importante testimonianza della letteratura medievale e del dolce stil novo. Tra le sue altre, magistrali e celeberrime opere ricordiamo: la Vita Nova, composta tra il 1292 e il 1293, dedicata all'amore per Beatrice e che comprende il sonetto Tanto gentile e tanto onesta pare; il Convivio, composto tra il 1303 e il 1308, in cui emerge il ruolo civile della letteratura; il De vulgari eloquentia, trattato composto in latino tra il 1303 e il 1304 in cui Dante difende la dignità e l'importanza della lingua "volgare"; e De monarchia, opera composta tra il 1310 e il 1313 in cui convergono tutto il suo pensiero e la sua filosofia politica. Muore a Ravenna, in esilio dalla sua amata Firenze, nella notte tra il 13 e il 14 settembre del 1321.