Il gigante egoista di Oscar Wilde

Lettura di Anna Maria Guarnieri

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Anna Maria Guarnieri legge la fiaba di Oscar Wilde, Il gigante egoista.

Ogni pomeriggio mentre tornavano da scuola i bimbi si fermavano a giocare nel giardino del gigante. Era un giardino grande e magnifico, pieno di erba soffice e verde. Qua e là fra l'erba vi erano bellissimi fiori simili a stelle e c'erano anche dodici peschi, coperti in primavera di fiori color di rosa e di perla e in estate carichi di ricca frutta. Gli uccelli in mezzo ai rami cantavano così dolcemente che i bimbi sospendevano persino i loro giochi per ascoltarli. Come siamo felici qua, dicevano l'un l'altro. Ma un giorno tornò il gigante e vide i bambini che giocavano nel giardino.

Oscar Wilde nasce a Dublino il 16 ottobre 1854. Vive prevalentemente tra Parigi e Londra, ma con frequenti viaggi in Italia, Grecia e Nordafrica. Nel 1884 sposa Constance Lloyd, da cui ha due figli, ma ben presto il matrimonio finisce. La sua relazione con lord Alfred Douglas lo rende inviso all'aristocrazia che lo ha fino ad allora osannato. Condannato per omosessualità a due anni di lavori forzati nel 1895, sconta la pena e si rifugia in Francia. Muore a Parigi il 30 novembre 1900. Dopo un libro di versi, Poesie (1881), nel 1888 pubblica un volume di favole per adulti, Il principe felice. Nel 1891 esce Il ritratto di Dorian Gray. Tra le sue commedie: Il ventaglio di lady Windermere (1892), Un marito ideale (1895) e L’importanza di chiamarsi Ernesto (1895). La sua opera teatrale più celebre è Salomé, scritta in francese nel 1891 per Sarah Bernhardt. Le sue ultime opere sono De profundis (in prosa, scritta in parte in carcere e pubblicata postuma, nel 1905) e La ballata del carcere di Reading (1898).