Marco Malvaldi, La misura dell'uomo

Leonardo da Vinci a Milano in un giallo umoristico

Condividi

Al centro del romanzo di Marco Malvaldi, La misura dell’uomo, pubblicato da Giunti c’è un Leonardo da Vinci quarantenne molto apprezzato e molto spiato. Siamo a Milano nell’ottobre 1493. La città è sotto Ludovico il Moro che la sta facendo diventare la più ricca della penisola. Mentre Ludovico incalza “il suo asso nella manica” Leonardo affinché porti a compimento il cavallo di bronzo in onore di suo padre, avviene un delitto: un uomo viene ritrovato morto in una corte del Castello. A risolvere il caso sarà proprio Leonardo, grazie alle sue competenze di anatomia e al suo grande intuito. Nel frattempo l’ambasciatore di Ferrara si convincerà che lui sia capace di trasformare metalli vili in oro e re Carlo VIII lo farà aggredire dai suoi sgherri per rubargli il taccuino da cui non si separa mai. Malvaldi costruisce un romanzo storico umoristico e avvincente che cala il lettore nell’atmosfera torbida del Rinascimento e gli fa apprezzare la sua figura più luminosa: un omaggio a Leonardo di cui il 2 maggio 2019 ricorrono cinquecento anni dalla morte. A Milano Leonardo si occupava degli incarichi più svariati: dal ritratto della Dama con l'ermellino - quella Cecilia Gallerani amata dal Moro e coprotagonista del romanzo - all'Ultima cena fino alle scenografie per le feste di corte, i progetti di irrigazione delle campagne, le tecniche di fusione dei cannoni.
Da La misura dell'uomo:

Il pollice scorse lungo la coscia del cavallo, là dove il muscolo diventava tendine e spariva alla vista. Dietro al pollice, a mezzo metro, Leonardo, calmo e concentrato. Eccolo qui, il muscolo. Suggerisce movimento. Ci vuole, ma non basta. Però è più facile che dipingere. Scolpire, sissignore, è più facile che dipingere. Sei in tre dimensioni, no? Basta copiare quello che vedi e che senti, e sei a posto. Ci sarà un motivo se le pitture delgi antichi greci erano ridicole, e invece le statue erano maestose? E' più facile fare le cose in tre dimensioni, no?  Invece in due bisogna saper fare. Ci vuole la sfumatura e la prospettiva. Già, ma quale prospettiva? Dell'occhio destro o del sinistro? Tutti gli artisti trattavano di come appare una scena all'occhio, ma l'uomo di occhi ne ha due. Forse è per questo che non vediamo bene i confini delle cose. O forse perché i confini non ci sono proprio.

 
Marco Malvaldi (Pisa 1974), chimico, ha esordito nel 2007 per Sellerio con La briscola in cinque, primo degli ormai sette volumi dedicati ai “vecchietti del BarLume”, divenuti nel 2013 anche una serie televisiva. Ha pubblicato inoltre i romanzi Odore di chiuso (Premio Castiglioncello e Isola d’Elba-Raffaello Brignetti), Milioni di milioniArgento vivoBuchi nella sabbiaLa battaglia navaleNegli occhi di chi guarda e i saggi L'infinito tra parentesi. Storia sentimentale della scienza da Omero a Borges, Capra e calcoli. L'eterna lotta tra gli algoritmi e il caos, Le due teste del tiranno. Metodi matematici per la libertàL'architetto dell'invisibile ovvero come pensa un chimico e Per ridere aggiungere acqua. Piccolo saggio sull'umorismo e il linguaggio.