Milan Kundera e l'oblio

Un'intervista al grande scrittore cecoslovacco

In questa intervista del 1980, lo scrittore Milan Kundera parla del suo Il libro del riso e dell'oblio. Ciò che interessa Kundera è il problema dell'oblio: partendo da un episodio del comunismo cecoslovacco realmente accaduto, Kundera parla di “oblio organizzato”, ossia dell'uso strumentale della dimenticanza che i regimi totalitari utilizzano per mantenere il potere. Kundera ritiene che se una nazione perde la cognizione della sua storia e della sua memoria è destinata a scomparire, a soccombere. Un tema, questo, che anche a distanza di anni noi potremmo applicare a molti aspetti delle nostre società, benché libere e democratiche. Il romanzo Il libro del riso e dell'oblio è diviso in sette sezioni eterogenee, apparentemente non coese perché costituite da materiali diversi: informazioni storiche, aneddoti autobiografici e, naturalmente, materia romanzesca. Dalla vicenda grottesca del ritocco fotografico ai danni di un ex eroe del comunismo cecoslvacco (l'episodio realmente accaduto da cui Kundera prende spunto per la sua narrazione), alla storia intima di una vedova che lotta per mantenere intatti tutti i ricordi che ha di suo marito, Kundera vuole indagare i meccanismi della rimembranza e dell'oblio.

Nel febbraio 1948 il dirigente comunista Klement Gottwald si affacciò al balcone di un palazzo barocco di Praga per parlare alle centinaia di migliaia di cittadini che gremivano la piazza della Città Vecchia. Fu un momento storico per la Cecoslovacchia. Un momento fatale, come ce ne sono uno o due in un millennio. Gottwald era circondato dai suoi compagni e proprio accanto a lui c'era Clementis. Faceva freddo, cadevano grossi fiocchi di neve, e Gottwald era a capo scoperto. Clementis, premuroso, si tolse il berretto di pelliccia che portava e lo posò sulla testa di Gottwald. - Milan Kundera, Il libro del riso e dell'oblio (incipit)


Milan Kundera, scrittore, saggista, poeta e drammaturgo ceco naturalizzato francese, nasce a Brno il 1º aprile 1929. Studia letteratura e musica a Praga. Dopo aver seguito i corsi di letteratura all'Università di Praga, Kundera passa alla Scuola di Cinema, dove si laurea e dove in seguito terrà corsi di letterature comparate. Nel 1948, ancora studente, si iscrive al Partito comunista. Ne viene espulso nel 1950 per via di alcune critiche alla sua politica culturale; nel 1956 è riammesso, diventando un punto di riferimento nella cultura ceca di quegli anni. Nel decennio successivo si schiera a favore della Primavera di Praga, ed è per questo costretto a lasciare il posto di docente e, nel 1970, nuovamente espulso dal partito. Nel 1975 emigra in Francia, dove insegna alle università di Parigi e di Rennes ed ove oggi vive con la moglie Vera Hrabanková. Nel 1979, a seguito della pubblicazione de Il libro del riso e dell'oblio, gli viene tolta la cittadinanza cecoslovacca. Nel 1981, grazie a un interessamento da parte del presidente francese François Mitterrand, ottiene però quella francese. Dopo tre volumi di poesia, un testo teatrale, e un saggio sulla prosa di Vladislav Vančura, Kundera ottiene successo a partire dal 1963 con il primo dei tre volumi di racconti degli Amori ridicoli (riuniti in un unico volume nel 1970), e poi soprattutto col suo primo romanzo, Lo scherzo, uscito nel 1967. Kundera torna ancora al teatro con tre opere, l'ultima delle quali sarà Jacques e il suo padrone, variazione da Jacques il Fatalista di Denis Diderot, ma sarà soprattutto il romanzo e la saggistica a interessarlo. L’insostenibile leggerezza dell’essere del 1984 è forse il suo libro più famoso. Nel 2011 le sue opere sono state raccolte in due volumi, a cura di François Ricard, nella "Bibliothèque de la Pléiade", collana prestigiosa della Gallimard dove solo raramente vengono ammessi autori viventi.