Ungaretti e Apollinaire

Ricordo di un'amicizia

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Giuseppe Ungaretti e Guillaime Apollinaire sono uniti da un rapporto di reciproca stima, amicizia e affinità, sia artistica che personale. Lo testimonia lo stesso Ungaretti in questo prezioso filmato, in cui rievoca la notizia della scomparsa del poeta francese senza tentare di nascondere il turbamento e l'autentica commozione che ancora lo toccano a distanza di molto tempo. I due poeti  si conoscono a Parigi dove Ungaretti abita per alcuni anni. Apollinaire ama i sigari italiani e Ungaretti glieli porta ogni volta che può. A quell’epoca, Apollinaire è molto conosciuto mentre l’amico è agli inizi della sua carriera. Entrambi collaborano a Lacerba. Apollinaire muore il 9 novembre 1918, il giorno dell'armistizio e proprio quel giorno Ungaretti va a trovarlo e ha l'amara sopresa.

I contatti con Apollinaire sono stati frequenti fin dal primo momento. L'incontro che mi rimane più impresso è l'ultimo - Giuseppe Ungaretti

Giuseppe Ungaretti nasce ad Alessandria d’Egitto nel 1888. Nel 1912 si trasferisce a Parigi. Interventista, si arruola volontario e combatte sul Carso dove scopre ben presto il dramma della guerra. Nel 1918 combatte sul fronte francese. Nel 1916 pubblica, grazie all’amico Ettore Serra, Il porto sepolto in 80 esemplari. Nel 1919 pubblica Allegria di naufragi. Nel 1923 ripubblica le poesie di Allegria di naufragi con il primo titolo, Il porto sepolto, con la prefazione di Benito Mussolini. Nel 1936 si trasferisce a San Paolo del Brasile a insegnare letteratura italiana e nel 1942 torna in Italia, nominato Accademico d'Italia e professore per “chiara fama” di Letteratura italiana moderna e contemporanea all'Università “la Sapienza” di Roma. Torna a scrivere poesie sull’insensatezza della guerra nella raccolta Il Dolore del 1947. Nel 1969 l'intera opera poetica è raccolta col titolo Vita d'un uomo come primo volume della collana i Meridiani. Muore nel 1970.