Giuseppe Feyles, Strani delitti all'hotel dei filosofi

Dalle dispute filosofiche all'omicidio seriale

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In una valle tra alte montagne si trova un hotel molto speciale: i suoi ospiti sono tutti filosofi di epoche e paesi diversi. Una notte viene trovato il cadavere di Parmenide e poco dopo quello di Kant che indagava sul delitto, seguito da quello di Agostino. L’io narrante del romanzo di Giuseppe Feyles, Strani delitti all’hotel dei filosofi, pubblicato da Manni, è il giovane cuoco dell’hotel e seguire l’evoluzione del caso gli offrirà un formidabile spaccato di storia della filosofia. Costruito sul filo dell’ironia il libro mette in scena le argomentazioni filosofiche e gli uomini che le hanno portate avanti, con tanto di note che aiutano il lettore a rintracciare le fonti originali.

L’Hotel dei Filosofi sorgeva nel mezzo di una valle di alte montagne, ma ampia e luminosa, come la spianata di Er. Larici secolari e giovani pini lo circondavano. Nella quiete dell’alba si udiva il rumore d’una vicina cascata e sovente dal bosco giungevano i colpi secchi e leggeri dei picchi. Quel giorno l’aria era frizzante. I colori s’accendevano al primo sole. Il cielo profondo splendeva di blu. Si annunciava un risveglio sereno, come sempre del resto, perché il nostro era un albergo tranquillo, un albergo ideale, per esercizi di solo pensiero. I lunghi colloqui tra i filosofi si svolgevano di norma sottovoce, in modo discreto e quel brusio, ovattato, continuo, aveva su di me un effetto calmante, persino un po’ soporifero.

Giuseppe Feyles è nato a Torino nel 1956. Ha insegnato Storia e Filosofia nei licei. Dal 1984 lavora nel settore televisivo come autore e produttore, dapprima per la Rai radio e tv, poi in Mediaset. È stato direttore di Retequattro, Iris e Top Crime e in seguito vicedirettore generale di Videotime (Mediaset). Attualmente è consulente di Mediaset e di Reallifetv. Per oltre dieci anni docente a contratto dell'Università Cattolica di Milano, collabora con l’Università Roma Tre, con UniNettuno e con diverse testate giornalistiche. Ha pubblicato i saggi La televisione secondo Aristotele (Editori Riuniti 2003), Il montaggio televisivo (Carocci 2010) e la raccolta di racconti La classe scomparsa (Manni 2016).