Luca Doninelli: Lucia, la vera protagonista dei Promessi Sposi

Scrittori raccontano Scrittori al Gabinetto Viesseux

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Luca Doninelli ha inaugurato a Firenze la terza edizione di Scrittori raccontano Scrittori, il ciclo dedicato da Gabinetto Viesseux alle scuole superiori a cura di Alba Donati e Gloria Manghetti. Lo scrittore che ha scelto è stato Alessandro Manzoni e dalla sua conversazione su questo autore abbiamo selezionato la parte relativa alla Lucia dei Promessi Sposi. Quello di Lucia è un personaggio in genere poco amato dagli studenti e considerato antiquato, ma per Doninelli, oltre ad essere la vera protagonista del libro, questa ragazza è portatrice del messaggio manzoniano dell’apertura all’Altro, all’Inaspettato.
Dai Promessi Sposi, l'ingresso in scena di Lucia:

Lucia usciva in quel momento tutta attillata dalle mani della madre. Le amiche si rubavano la sposa, e le facevan forza perché si lasciasse vedere; e lei s'andava schermendo, con quella modestia un po’ guerriera delle contadine, facendosi scudo alla faccia col gomito, chinandola sul busto, e aggrottando i lunghi e neri sopraccigli, mentre però la bocca s’apriva al sorriso. I neri e giovanili capelli, spartiti sopra la fronte, con una bianca e sottile dirizzatura, si ravvolgevan, dietro il capo, in cerchi moltiplici di trecce, trapassate da lunghi spilli d'argento, che si dividevano all'intorno, quasi a guisa de’ raggi d’un’aureola, come ancora usano le contadine nel Milanese. Intorno al collo aveva un vezzo di granati alternati con bottoni d'oro a filigrana: portava un bel busto di broccato a fiori, con le maniche separate e allacciate da bei nastri: una corta gonnella di filaticcio di seta, a pieghe fitte e minute, due calze vermiglie, due pianelle, di seta anch’esse, a ricami. Oltre a questo, ch'era l'ornamento particolare del giorno delle nozze, Lucia aveva quello quotidiano d’una modesta bellezza, rilevata allora e accresciuta dalle varie affezioni che le si dipingevan sul viso: una gioia temperata da un turbamento leggiero, quel placido accoramento che si mostra di quand’in quando sul volto delle spose, e, senza scompor la bellezza, le dà un carattere particolare

Luca Doninelli nasce a Leno (BS) nel 1956. Nel 1978 conosce Giovanni Testori, che gli fa scrivere il primo libro, Intorno a una lettera di Santa Caterina (1981). Tra le sue opere narrative ricordiamo I due fratelli (1990), La revoca (1992), Le decorose memorie (1995), Talk show (1996), La nuova era (1999), Tornavamo dal mare (2004), La polvere di Allah (2006), Fa’ che questa strada non finisca mai (2014), Le cose semplici (2015, La conoscenza di sé (2017). Insegna etnografia narrativa all’Università Cattolica di Milano; da questa esperienza nasce il volume Cattedrali (2011) e il progetto collettivo Le nuove meraviglie di Milano – di cui sono stati pubblicati i primi tre volumi. Ha vinto, tra gli altri, un Premio Selezione Campiello, un Grinzane Cavour, un Super Grinzane Cavour. È stato finalista al Premio Strega nel 2000 ed è finalista al Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2019 con Tre casi per l’investigatore Wickson Alieni (Bompiani).