Anne Fleming, La capra sul tetto

Un condominio newyorchese e i suoi abitanti

Condividi

Intorno a Kid, una ragazzina timida che si trasferisce temporaneamente a New York da Toronto con i suoi genitori, per consentire alla madre di mettere in scena uno spettacolo a Broadway e per prendersi cura del cane del cugino del padre, in Una capra sul tetto di Anne Fleming (tradotto da Angela Ragusa per Mondadori) si muove una piccola folla di personaggi bizzarri, ognuno con i suoi problemi e le sue peculiarità. C’è Will, che  odia le finestre e confonde le lettere dopo l’attentato dell’11 in cui ha perso i genitori; c’è Jonathan colpito da attacco apoplettico e deciso a non comunicare più con il mondo; c’è Kenneth rimasto solo dopo il divorzio; c’è Joff che va in skateboard, gioca a scacchi e scrive romanzi fantasy anche se è cieco. Ma soprattutto c’è una capra che è approdata sul tetto del palazzo: Kid e Will riusciranno a stanarla e a scoprire come mai vive lì. Un romanzo sulle paure e sugli affetti che fanno vincere le paure. 

C’era una volta una capra di montagna che viveva a New York. Dal palazzo dove abitava si godeva un bel panorama e da molti cornicioni robusti si poteva dominare la metropoli. Purtroppo lassù non cresceva granché. Ben poco di quello che può mangiare una capra. D’accordo, c’era il secchio di fieno che ogni mattina compariva sul cornicione in alto. E i cedri sulla terrazza dell’attico, e di tanto in tanto qualcuno metteva vasi di fiori sul davanzale della finestra. 

Anne Fleming vive a Vancouver e insegna scrittura creativa all’università. È l’autrice di Pool-Hopping and Other Stories. Una capra sul tetto è il suo primo romanzo per ragazzi, opzionato per il cinema.