Antonio Scurati,  M, Il figlio del secolo
Torna a speciale Premio Strega 2019: la dozzina

Antonio Scurati, M, Il figlio del secolo

Vincitore Premio Strega 2019

Antonio Scurati,  M, Il figlio del secolo

Condividi

Antonio Scurati, con il romanzo M. Il figlio del secolo (Bompiani), vince la LXXIII edizione del Premio Strega, promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Liquore Strega con il contributo della Camera di Commercio di Roma e in collaborazione con BPER Banca, sponsor tecnico IBS.it.
 
Come da tradizione gli Amici della domenica si sono riuniti nel giardino del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia dove Helena Janeczek, vincitrice del Premio Strega 2018, ha presieduto il seggio di voto. La somma dei voti elettronici e delle schede cartacee, pari a 660, ha portato alla vittoria il romanzo di Antonio Scurati, M. Il figlio del secolo (Bompiani), con 228 voti. Seguono Benedetta Cibrario con Il rumore del mondo (Mondadori), 127 voti; Marco Missiroli con Fedeltà (Einaudi), con 91 voti; Claudia Durastanti con La straniera (La nave di Teseo), con 63 voti; e Nadia Terranova con Addio fantasmi (Einaudi), con 47 voti; per un totale di 556 voti espressi. Questo risultato comprende i voti dei 400 Amici della domenica, di 200 votanti all’estero selezionati da 20 Istituti italiani di cultura, 40 lettori forti selezionati da 20 librerie associate all’ALI e 20 voti collettivi di biblioteche, università e circoli di lettura (15 i circoli coordinati dalle Biblioteche di Roma). Fra i nuovi Amici della domenica entrati quest’anno nella giuria del premio, gli scrittori Marco Balzano, Francesco Caringella, Carlo D’Amicis, Helena Janeczek (Premio Strega 2018), Lia Levi (Premio Strega Giovani 2018) e Wanda Marasco, gli editori Carlo Gallucci e Annamaria Malato, il giurista Bernardo Giorgio Mattarella, il matematico Carlo Sbordone, la direttrice di Rai Cultura Silvia Calandrelli e il direttore della Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei Marco Guardo. La serata è stata trasmessa in diretta su Rai Tre per la conduzione di Pino Strabioli. Ospite d’eccezione, Piera Degli Esposti.

Nel primo di tre volumi che dedicherà alla figura di Benito Mussolini, M Il figlio del secolo (Bompiani) Antonio Scurati traccia l’ascesa del fascismo dalla fondazione dei Fasci di combattimento, a Milano, nel 1919 al delitto Matteotti e all’assunzione della  responsabilità politica, morale, storica del fatto. Racconta Mussolini, Scurati, ma racconta anche i suoi nemici, i suoi fiancheggiatori, le donne che seduce e domina (con l’eccezione di Margherita Sarfatti che è l’unica a tenergli testa). Procede per capitoli brevi, facendoli seguire da documenti (giornali, lettere, discorsi pubblici) che fungono da contrappunto ai fatti narrati. In apertura e chiusura, Mussolini parla in prima persona; tutto il resto del libro è scritto in terza persona. Un romanzo documentario che consente al lettore di entrare nella storia del Novecento italiano in  presa diretta. Perché gli errori e gli orrori del passato non si ripropongano.

Su Rai Tre, l'11 maggio 2019 è andato in onda “Mussolini - il figlio del secolo”, un reading letterario nato da un’idea di Antonio Scurati e Marco Fiorini per la regia di Alessandro Renna. Hanno letto il libro di Scurati, nella cornice del teatro terrazza del Palazzo dei Congressi di Roma, gli attori Luca Zingaretti, Valerio Mastandrea e Marco D’Amore. Lo stesso Scurati cura in video i raccordi tra le varie letture.

Sarebbe bello svegliarsi all’alba, far saltare baracca e burattini, montare su una spider rossa e marciare su Roma alla testa della giovane generazione, al comando di una colonna di combattenti, di ventenni, di Arditi. È bello il delirio violento del poeta, è bellissimo – vengono le lacrime agli occhi – ma non è la politica. La politica riguarda il coraggio gretto, cattivo delle risse di strada, non quello arioso delle cariche di cavalleria. La politica è l’arena dei vizi, non delle virtù. L’unica virtù che richiede è la pazienza. Per arrivare a Roma, bisognerà prima recitare in questa parodia senile, farsi ascoltare dal sinedrio dei vecchi, quella mezza dozzina di rimbambiti, ingenui e canaglie che governano il mondo

Antonio Scurati è nato a Napoli nel 1969. È docente di Letterature contemporanee presso la IULM di Milano, dove dirige il Master in Arti del Racconto. È editorialista de “La Stampa” e autore di numerosi saggi, tra i quali La letteratura dell’inesperienza (Bompiani, 2006). Ha esordito nel 2002 con Il rumore sordo della battaglia. Nel 2005, con Il sopravvissuto, ha vinto la XLIII edizione del premio Campiello e nel 2008, con Una storia romantica, il Mondello. Altri libri: Il bambino che sognava la fine del mondo (2009), La seconda mezzanotte (2011), Il padre infedele (2013) e Il tempo migliore della nostra vita (vincitore sia del premio Viareggio sia del premio Selezione Campiello).