Fabrizio Silei, Trappola per volpi

Il primo caso del detective contadino Pietro Bensi

Condividi

Vitaliano Draghi è un giovane vicecommissario alle prese con il suo primo caso importante: quello di una giovane donna ritrovata cadavere accanto a un vespasiano sull’Arno. Trappola per volpi di Fabrizio Silei (Giunti) è ambientato nel 1936 e la vittima è la moglie di un senatore fascista. Draghi chiede aiuto a Pietro Bensi, un contadino che conosce da quando era bambino (lui è figlio di un fattore), e che sa dotato di un incredibile intuito (oltre che di una grande cultura, perché ha letto tutti i libri del suo padrone). Una testimone perde la vita, un uomo confessa il delitto, un altro precipita da una torre: non è facile per i due investigatori destreggiarsi tra le false piste che si trovano davanti. Sullo sfondo la lotta tra fascisti e antifascisti, che s’intreccia con l’omicidio. In questo “primo caso del detective contadino Pietro Bensi e del suo fagiano, il dottor Vitaliano Draghi” Silei ricostruisce l’atmosfera della Toscana di primo Novecento, facendo ricorso a una lingua colloquiale e ricca di umorismo e a personaggi minori molto ben caratterizzati. E la serie continuerà.

Ci sono insetti che somigliano a fili d’erba o a foglie. Magari sono lì di fronte a un predatore su un ramo, lui li guarda e non li vede, vede solo il ramo o la foglia perché se ne stanno immobili. Può anche capitare che li veda muovere chiaramente ma poi questi si blocchino e lui, accorso fino a lì rimanga a bocca asciutta. Eppure sono di fronte a lui, in qualche modo li percepisce, ma non riesce a vederli. È così che mi sento, come se avessi visto muovere qualcosa che avrebbe dovuto rivelarmi qualcos’altro, ma invece mi fosse rimasta solo l’impressione e non capissi di cosa.  

Fabrizio Silei (Firenze, 1967) ha lavorato per anni come sociologo, dedicandosi soprattutto alle tematiche dell’identità e della memoria. Ha raccolto testimonianze di chi ha vissuto la guerra e i lager nazifascisti, memorie del mondo contadino, storie e leggende della tradizione toscana. Ha scritto molti libri per ragazzi, vincendo nel 2014 il Premio Andersen.