Halldóra Thoroddsen, Doppio vetro

Invecchiare in Islanda

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La protagonista di Doppio vetro, il romanzo della scrittrice islandese Halldóra Thoroddsen, tradotto in italiano da Silvia Cosimini per Iperborea, è una vedova che ha pianificato la sua vecchiaia. Ha cambiato casa prima dei settant’anni, ha tutto quello che le serve. Inaspettato giunge l’amore nelle vesti di Sverr, un chirurgo in pensione che la corteggia con garbo e discrezione. Lei cede e i due si fanno buona compagnia finché lui non ha un ictus, viene ricoverato e poco dopo muore, avendo intorno a sé il figlio e l’ex moglie. Lei torna alla sua vita semi solitaria, concedendosi un bagno di folla in occasione delle manifestazioni di protesta contro il governo. Lo sguardo che Thoroddsen ha sulla vecchiaia è gentilmente ironico: sottolinea certe abitudini delle persone anziane (come quella dei maschi di controllare i necrologi per cercare una vedova che si prenda cura di loro o quella generalizzata di vantarsi della propria forma fisica). Ma è anche uno sguardo fiero: di fronte a chi, come spesso fanno i figli, vede nei vecchi arnesi fuori uso, la scrittrice presenta il personaggio di una donna che sa esattamente quello che vuole e sa difendere la sua autonomia.    

Siamo soliti pretendere che le nostre azioni abbiano uno scopo, sentiamo il bisogno di aggrapparci a una trama comprensibile. E abbiamo paura di qualsiasi cosa vi possa formare dei nodi. Una trama che ci inquadra in un contesto e che magari è da tempo diventata una farsa. L’amore tra persone anziane non è un amore coniugale sano, che ambisce a riempire la terra. La gente non lo associa mentalmente nemmeno a un’estetica, o alla celebrazione del piacere fisico, al contrario, lo respinge perché coinvolge la decadente vecchiaia.

Halldóra Thoroddsen è nata nel 1950 e vive a Reykjavík. Scrittrice e poetessa, ha lavorato come insegnante, grafica e direttore dei programmi della radio islandese. Scrive poesie, racconti, sceneggiature e romanzi. In corso di pubblicazione in dieci paesi europei, Doppio vetro è il suo primo romanzo a essere tradotto in Italia e ha ricevuto il Premio della Letteratura Europea e il Premio della letteratura femminile islandese.